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Cronaca 2 min di lettura47 min fa

Sanità pubblica, risorse insufficienti: perché servono 6 miliardi in più

Beatrice Lorenzin chiede di portare progressivamente al 7% del Pil il finanziamento sanitario e denuncia la distanza tra le risorse disponibili e le necessità del Servizio sanitario nazionale.

Il finanziamento attualmente previsto per la sanità pubblica non basterebbe nemmeno a compensare l’aumento dei prezzi. Al Congresso nazionale di Sumai Assoprof, svolto a Roma, Beatrice Lorenzin ha rilanciato la richiesta di almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno, collegandola alla necessità di rafforzare sia il personale sia l’assistenza sul territorio.

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Il divario tra fondi e necessità

La senatrice del Pd, componente della V Commissione permanente Bilancio del Senato, ha riferito che sei Regioni hanno sottoscritto un appello per ottenere maggiori risorse. La stessa cifra era stata indicata dalla Conferenza Stato-Regioni due settimane prima, mentre il ministro Schillaci aveva espresso una posizione analoga prima dell’estate.

Secondo Lorenzin, sul tavolo ci sono invece circa 2,5 miliardi di euro: una somma che, a suo giudizio, non copre neppure l’inflazione. Per questo l’ex ministra ha definito necessario un percorso graduale verso una spesa sanitaria pari al 7% del Pil, precisando: «Non è un’invenzione propagandistica, ma una necessità».


Personale e territorio restano scoperti

La scarsità di finanziamenti, ha spiegato Lorenzin, rende più complicato migliorare l’attrattività del lavoro nel Servizio sanitario nazionale e assicurare gli operatori indispensabili al potenziamento della rete territoriale. Tra le questioni ancora irrisolte c’è anche l’assegnazione del personale alle Case della comunità.

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L’organizzazione dell’assistenza di prossimità, ha aggiunto la senatrice, non è ancora decollata. Dal congresso è arrivata intanto la disponibilità degli specialisti ambulatoriali a partecipare alla nuova rete assistenziale, ma resta da definire un progetto complessivo per la medicina territoriale.


L’appello per una riorganizzazione

Lorenzin ha quindi posto il tema del coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. La domanda, ha detto, è quando sarà possibile convocare allo stesso tavolo le diverse componenti del sistema per ridisegnare l’assistenza sul territorio.

Il confronto dovrà tenere insieme le risorse economiche, il reclutamento degli operatori e il ruolo degli specialisti ambulatoriali. Senza un intervento finanziario più consistente, secondo la senatrice, sarà difficile realizzare il rafforzamento della rete e garantire il personale necessario.

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