Sanità pubblica, risorse insufficienti: perché servono 6 miliardi in più
Beatrice Lorenzin chiede di portare progressivamente al 7% del Pil il finanziamento sanitario e denuncia la distanza tra le risorse disponibili e le necessità del Servizio sanitario nazionale.
Il finanziamento attualmente previsto per la sanità pubblica non basterebbe nemmeno a compensare l’aumento dei prezzi. Al Congresso nazionale di Sumai Assoprof, svolto a Roma, Beatrice Lorenzin ha rilanciato la richiesta di almeno 6 miliardi di euro aggiuntivi ogni anno, collegandola alla necessità di rafforzare sia il personale sia l’assistenza sul territorio.
LOOKFANTASTIC
-22% su LOOKFANTASTIC
Il divario tra fondi e necessità
La senatrice del Pd, componente della V Commissione permanente Bilancio del Senato, ha riferito che sei Regioni hanno sottoscritto un appello per ottenere maggiori risorse. La stessa cifra era stata indicata dalla Conferenza Stato-Regioni due settimane prima, mentre il ministro Schillaci aveva espresso una posizione analoga prima dell’estate.
Secondo Lorenzin, sul tavolo ci sono invece circa 2,5 miliardi di euro: una somma che, a suo giudizio, non copre neppure l’inflazione. Per questo l’ex ministra ha definito necessario un percorso graduale verso una spesa sanitaria pari al 7% del Pil, precisando: «Non è un’invenzione propagandistica, ma una necessità».
Personale e territorio restano scoperti
La scarsità di finanziamenti, ha spiegato Lorenzin, rende più complicato migliorare l’attrattività del lavoro nel Servizio sanitario nazionale e assicurare gli operatori indispensabili al potenziamento della rete territoriale. Tra le questioni ancora irrisolte c’è anche l’assegnazione del personale alle Case della comunità.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’organizzazione dell’assistenza di prossimità, ha aggiunto la senatrice, non è ancora decollata. Dal congresso è arrivata intanto la disponibilità degli specialisti ambulatoriali a partecipare alla nuova rete assistenziale, ma resta da definire un progetto complessivo per la medicina territoriale.
L’appello per una riorganizzazione
Lorenzin ha quindi posto il tema del coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti. La domanda, ha detto, è quando sarà possibile convocare allo stesso tavolo le diverse componenti del sistema per ridisegnare l’assistenza sul territorio.
Il confronto dovrà tenere insieme le risorse economiche, il reclutamento degli operatori e il ruolo degli specialisti ambulatoriali. Senza un intervento finanziario più consistente, secondo la senatrice, sarà difficile realizzare il rafforzamento della rete e garantire il personale necessario.
Continua a leggere
Sanità territoriale, dal 2027 la vera sfida saranno i professionisti
Francesco Zaffini chiede di puntare su medici e specialisti per rendere operative le nuove strutture e riconoscere economicamente il lavoro aggiuntivo.
Trasporti in Sicilia, stop al blocco: resta però la mobilitazione
Il Cts sospende il fermo dopo l’incontro con Matteo Salvini, ma mantiene la pressione sulle aziende finché non saranno risolte le questioni ancora aperte
Milano, dieci divieti dopo la guerriglia: sabato torna la paura
I primi provvedimenti impediscono a dieci persone di accedere alla città o a determinate aree, mentre resta alta l’allerta per la mobilitazione annunciata nel fine settimana.
Coltelli, occupazioni e rave: come è cambiata la stretta sulla sicurezza
Dal primo intervento contro i rave alle misure rivolte ai minori, il governo ha varato in quattro anni una serie di norme dopo episodi di cronaca