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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Coltelli, occupazioni e rave: come è cambiata la stretta sulla sicurezza

Dal primo intervento contro i rave alle misure rivolte ai minori, il governo ha varato in quattro anni una serie di norme dopo episodi di cronaca

Il capitolo più recente riguarda soprattutto le manifestazioni pubbliche e i minori: il governo ha previsto nuovi strumenti di prevenzione, limitazioni sulla vendita di coltelli e l’estensione del Daspo urbano anche agli under 18. Le misure si inseriscono in una sequenza di decreti e disegni di legge adottati dal 2022, spesso dopo fatti di cronaca.

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L’ultima stretta guarda ai minori

Il provvedimento approvato nel febbraio 2026 introduce la possibilità di trattenere per un massimo di 12 ore, durante una manifestazione, le persone considerate pericolose. Nello stesso pacchetto, composto da un decreto e da un disegno di legge, compare anche una norma definita “anti-maranza”: la vendita di coltelli ai minorenni viene vietata, compresi gli acquisti attraverso siti internet e piattaforme elettroniche.

Per chiunque è previsto inoltre il divieto di portare strumenti dotati di lama flessibile. La violazione può comportare da uno a tre anni di reclusione. Se l’autore è minorenne, la conseguenza prevista è invece una sanzione amministrativa compresa tra 200 e mille euro, a carico dei genitori. Il Daspo urbano viene infine esteso anche ai minori.


Dai reati di strada alle occupazioni

Nel giugno 2025 era arrivato un altro decreto sulla sicurezza, con norme più severe contro l’occupazione abusiva degli immobili: la pena indicata va da due a sette anni. Il testo ha inoltre previsto il reato di blocco stradale, punito con il carcere fino a un mese quando agisce una sola persona e da sei mesi a due anni se partecipano più individui.

Sono state aggiunte anche aggravanti per violenza o minaccia ai danni di un pubblico ufficiale. Le circostanze diventano più pesanti quando l’azione mira a fermare un’opera pubblica strategica oppure quando gli episodi avvengono nei pressi di stazioni ferroviarie o della metropolitana.

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La linea inaugurata con Caivano

L’attenzione specifica verso gli adolescenti si era già rafforzata nel settembre 2023 con il decreto Caivano. Il provvedimento ha esteso ai quattordicenni l’avviso orale del questore e ha introdotto, per i ragazzi tra 14 e 18 anni responsabili di violenze, la possibilità di vietare l’uso di telefono cellulare e computer. Per condotte particolarmente gravi, la stessa misura può riguardare anche la fascia tra 12 e 14 anni.

La riforma ha inoltre ampliato l’elenco dei reati per i quali può essere applicata la custodia cautelare. Nel novembre dello stesso anno, il disegno di legge sulla sicurezza ha aggiunto nuove fattispecie e inasprito diverse pene: tra i settori interessati figurano le truffe agli anziani, le rivolte negli istituti penitenziari e nei Centri di permanenza per il rimpatrio, le aggressioni alle forze dell’ordine, i blocchi stradali e i furti con destrezza.


Il percorso parte dai rave

Il primo intervento della legislatura era stato varato il 31 ottobre 2022, pochi giorni dopo l’insediamento del governo. La partecipazione e l’organizzazione di rave party erano state ricondotte a uno specifico reato, inserito nell’articolo 434-bis del Codice penale, con sanzioni fino a sei anni di carcere.

Per gli organizzatori era stata prevista anche la confisca dei mezzi utilizzati. A questa serie di misure si è aggiunto, nel settembre 2025, un decreto che ha permesso al Procuratore nazionale antimafia e antiterrorismo di esercitare i propri poteri anche nei procedimenti riguardanti imputati minorenni.

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