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Cronaca 2 min di lettura52 min fa

Sanità territoriale, dal 2027 la vera sfida saranno i professionisti

Francesco Zaffini chiede di puntare su medici e specialisti per rendere operative le nuove strutture e riconoscere economicamente il lavoro aggiuntivo.

Le nuove strutture sanitarie rischiano di restare solo contenitori se non saranno sostenute da personale adeguatamente valorizzato. È questo il punto sollevato da Francesco Zaffini, presidente della X Commissione Sanità, lavoro, previdenza e affari sociali del Senato, durante il Congresso nazionale Sumai Assoprof in corso a Roma.

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La priorità passa dal personale

Secondo Zaffini, dal 2027 l’attenzione dovrà spostarsi dalla costruzione degli edifici a chi sarà chiamato a garantire il funzionamento quotidiano delle Case della comunità e degli Ospedali di comunità. “La sanità la fanno le persone che ci lavorano dentro, non le macchine, i muri o gli strumenti”, ha affermato nel corso dell’intervento.

Il presidente della commissione ha inoltre indicato la necessità di riconoscere sul piano economico l’impegno maggiore richiesto agli specialisti nelle nuove strutture territoriali. “Nessuno può essere chiamato a lavorare di più guadagnando uguale”, ha sottolineato, chiedendo un trattamento coerente con l’aumento delle responsabilità e delle attività.


Dopo il Pnrr cambia l’agenda

Finora, ha spiegato Zaffini, le scadenze del Pnrr hanno orientato soprattutto le decisioni relative all’edilizia sanitaria e alla realizzazione delle strutture. Una volta completata questa fase, il problema centrale sarà renderle realmente operative attraverso il coinvolgimento dei professionisti della sanità territoriale.

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La richiesta riguarda in particolare gli specialisti, ma si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento delle cure primarie e dei servizi di prossimità. Per Zaffini, il funzionamento delle Case della comunità dipenderà quindi non soltanto dagli spazi disponibili, ma anche dalla capacità di assicurare presenze, competenze e incentivi adeguati.


Un modello territoriale già solido

Nel suo intervento, Zaffini ha richiamato anche le indicazioni dell’Ocse: l’Italia presenta un’aspettativa di vita superiore alla media e registra livelli di ospedalizzazione più contenuti. Dati che, secondo il presidente della commissione, confermano l’efficacia di una parte dell’organizzazione sanitaria già esistente.

Il sistema territoriale italiano, ha osservato, si fonda su tre figure e livelli principali: il medico di medicina generale, lo specialista ambulatoriale e i distretti della sanità pubblica territoriale. Investire su queste professionalità, ha concluso, può consentire di migliorare ulteriormente i risultati e accompagnare l’avvio delle nuove strutture.

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