160 milioni e una sfida: Corona non arretra davanti a Mediaset
Dopo l’udienza civile a Milano, l’ex paparazzo conferma le proprie dichiarazioni mentre resta da decidere quali prove potranno entrare nel procedimento.
Una richiesta di risarcimento complessiva da 160 milioni di euro e una posizione tutt’altro che conciliante. È questo il quadro emerso dopo l’udienza civile celebrata a Milano sulla puntata di “Falsissimo” del 26 gennaio, al centro della causa promossa da Mediaset e da diversi volti televisivi contro Fabrizio Corona.
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Corona rilancia dopo l’udienza
All’uscita dal Tribunale civile di Milano, Corona ha rivendicato quanto affermato nel programma e ha escluso di voler fare marcia indietro. “Mi prendo la responsabilità di tutto quello che ho detto. Hanno sbagliato persona perché io non ho paura”, ha dichiarato davanti ai giornalisti.
L’ex paparazzo ha poi ricordato il proprio passato giudiziario, sostenendo di essere stato più volte in carcere e di non lasciarsi intimidire dall’azione legale. Secondo la sua ricostruzione, chi ritiene di avere ragione non avrebbe dovuto chiedere la rimozione o la censura dei contenuti.
La causa vale 160 milioni
A rivolgersi alla giudice Stefania Novelli sono stati il gruppo Mediaset, Marina Berlusconi, Pier Silvio Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui. L’azione riguarda i contenuti diffusi nella puntata del 26 gennaio, che i ricorrenti ritengono lesivi della loro reputazione.
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Nel procedimento, i danni patrimoniali e d’immagine indicati dalle parti ammontano complessivamente a 160 milioni di euro. Durante l’udienza tecnica, i soggetti coinvolti hanno presentato le rispettive richieste sull’ammissione dei mezzi di prova.
Ora decide la giudice
La giudice del Tribunale civile di Milano si è riservata la decisione. Dovrà stabilire quali elementi potranno essere acquisiti nel processo, oppure valutare i successivi passaggi del procedimento sulla base delle richieste avanzate dalle parti.
Per il momento, dunque, non è stata presa una decisione sull’ammissibilità delle prove. La causa resta legata sia al contenuto della trasmissione contestata sia alla quantificazione del risarcimento richiesta dai ricorrenti.
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