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Cronaca 1 min di lettura40 min fa

San Vittore, domani il gip interroga Youssef Siher sul fermo

Il pm Francesca Crupi chiede il carcere: contestati fuga e rischio di nuovi reati al ricercatore trentenne

Youssef Siher sarà interrogato domani alle 9.30 nel carcere di San Vittore, a Milano, per la convalida del fermo.

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I canali social bloccati

I canali del Movimento 17 ottobre sono stati oscurati dopo l’intervento di inquirenti e investigatori. Il gruppo era nato in seguito ai disordini avvenuti a Milano e Siher ne curava la gestione sui social.

Le indicazioni sulle piazze milanesi in cui radunarsi non sono state diffuse. Durante le perquisizioni informatiche del computer portatile del ricercatore, inoltre, non sarebbe stata trovata finora alcuna copia di quelle istruzioni.


Le contestazioni della Procura

Secondo la richiesta presentata dalla pm Francesca Crupi, del dipartimento antiterrorismo, Siher avrebbe avuto un ruolo di rilievo nell’attività del movimento. In pochi giorni avrebbe contribuito a costruire una comunità online arrivata a quasi 9 mila seguaci, parte dei quali, secondo l’accusa, sarebbe stata incline a comportamenti criminali contro l’ordine pubblico.

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La Procura gli contesta l’istigazione a delinquere, aggravata dalla finalità terroristica, e la violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche. Gli investigatori gli attribuiscono anche una particolare capacità nell’uso degli strumenti informatici, ritenuta idonea a «sviluppare una strategia rivoluzionaria».


La richiesta di custodia

Nel documento firmato da Crupi, che coordina l’inchiesta con il procuratore Marcello Viola, vengono indicati sia il pericolo di fuga sia il rischio di reiterazione del reato. I messaggi rivolti agli utenti, secondo gli inquirenti, avrebbero seguito un disegno preciso: i luoghi di incontro sarebbero stati scelti per ostacolare i controlli delle forze dell’ordine.

La Procura ha quindi chiesto la convalida del fermo e la custodia cautelare in carcere. Il gip Tiziana Landoni ascolterà il trentenne, assistito dall’avvocata Yasmina Abu Sharar, e dovrà pronunciarsi entro mercoledì 28 ottobre.

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