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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Salis, il verdetto sui 300mila euro salta: il caso torna in tribunale

La Corte d’Appello di Milano ha accolto l’istanza della deputata di Avs e ha disposto un nuovo esame sulla vicenda dei due ex collaboratori.

La decisione sui circa 300mila euro riconosciuti a due ex collaboratori di Ilaria Salis dovrà essere riesaminata. La Corte d’Appello di Milano, sezione Lavoro, ha infatti annullato la sentenza di primo grado e rimandato la controversia al tribunale, che dovrà pronunciarsi nuovamente sul licenziamento.


Il primo verdetto viene cancellato

Il collegio presieduto da Silvia Marina Ravazzoni ha accolto la richiesta presentata dai legali dell’eurodeputata di Avs. La pronuncia arriva dopo l’udienza nella quale la difesa aveva contestato la validità del procedimento che aveva portato alla precedente sentenza.

Lo scorso marzo, al termine di un giudizio celebrato in assenza della parte convenuta, ai due ex collaboratori era stato riconosciuto un risarcimento complessivo vicino ai 300mila euro. Secondo quella decisione, il licenziamento sarebbe avvenuto senza una giusta causa.


La contestazione sulla notifica

Gli avvocati di Salis sostenevano che il processo fosse partito sulla base di una notifica mai validamente eseguita. A loro giudizio, l’ufficiale giudiziario avrebbe effettuato un solo tentativo, nonostante fossero disponibili sia l’indirizzo di residenza sia una casella di posta elettronica certificata.

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Per la difesa, questa situazione avrebbe prodotto una «contumacia inconsapevole», impedendo all’eurodeputata di partecipare al giudizio e di presentare le proprie ragioni. In particolare, i legali avrebbero voluto spiegare in aula il deterioramento del rapporto fiduciario con i due collaboratori che avevano promosso la causa.


Ora il tribunale dovrà decidere

Con l’annullamento della sentenza, la controversia non si chiude dunque con il riconoscimento del risarcimento. Il tribunale dovrà tornare a esaminare il licenziamento e pronunciarsi di nuovo sulla richiesta avanzata dagli ex collaboratori.

La Corte d’Appello ha quindi accolto la tesi processuale della difesa, senza definire nel merito la questione del rapporto di lavoro. Il nuovo giudizio dovrà stabilire nuovamente se l’interruzione della collaborazione fosse legittima e quali eventuali conseguenze economiche ne derivino.

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