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Cronaca 2 min di lettura13 ott

Scuola, oltre il 40% di stranieri può far crollare gli apprendimenti

Il ministro Valditara richiama i dati dell’Ocse: le difficoltà linguistiche incidono già tra il 10% e il 30% di presenza in classe.

La soglia indicata dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara è quella del 40%: oltre questo livello, in una classe, la presenza di studenti stranieri con una conoscenza insufficiente della lingua nazionale sarebbe associata a un forte peggioramento degli apprendimenti per tutti. Il riferimento è a uno studio dell’Ocse illustrato durante la presentazione del rapporto “Education at a Glance 2026”.

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La soglia che preoccupa le scuole

Secondo Valditara, gli effetti negativi non inizierebbero soltanto al superamento del 40%. Già quando la quota si colloca tra il 10% e il 30% emergerebbe una riduzione delle competenze, mentre oltre il limite più alto il calo diventerebbe molto più marcato.

«Se si supera il 40% di stranieri che in una classe non parlano bene la lingua nazionale crollano gli apprendimenti a svantaggio di tutti», ha affermato il ministro a margine dell’incontro. Alla presentazione era presente anche Andreas Schleicher, direttore per l’Istruzione e le Competenze dell’Ocse.


Anche Berlino valuta nuove misure

Il ministro ha collegato i dati alle scelte che alcuni Paesi starebbero valutando per affrontare le difficoltà linguistiche nelle classi. Tra questi ha citato la Germania, intenzionata — secondo quanto riferito — a prendere in considerazione interventi analoghi a quelli adottati in Italia.

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Il tema riguarda soprattutto gli studenti che apprendono l’italiano durante l’orario scolastico ma utilizzano un’altra lingua nel contesto familiare. Per Valditara, questa situazione può incidere sul rendimento e sul percorso educativo, soprattutto quando la conoscenza dell’italiano non è condivisa anche dai genitori.


Il ruolo decisivo delle famiglie

Nel suo intervento, il ministro ha sottolineato che la padronanza dell’italiano da parte dei genitori rappresenta un elemento importante per la carriera scolastica dei figli. La continuità tra la lingua usata a scuola e quella parlata a casa, ha spiegato, può influire sullo sviluppo delle competenze.

«La conoscenza dell’italiano da parte dei genitori è fondamentale per la carriera scolastica dei figli», ha concluso Valditara, richiamando le evidenze contenute nello studio dell’Ocse. A suo giudizio, il fatto che un ragazzo utilizzi l’italiano a scuola e poi passi a un’altra lingua in famiglia può danneggiarne il percorso scolastico.

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