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Cronaca 1 min di lettura10 min fa

Ex Ilva, notte in Prefettura: gli operai chiedono un impegno scritto

La protesta a Genova nasce dalla richiesta di una garanzia formale sulla ripresa degli impianti e dal timore di uno stop al lavoro.

La richiesta degli operai dell’ex Ilva di Cornigliano è precisa: ottenere un documento che assicuri la possibilità di tornare al lavoro entro due mesi. In assenza di una risposta formale, i lavoratori hanno deciso di occupare la Prefettura di Genova e di trascorrervi la notte.

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La ripartenza resta senza garanzie

Il punto centrale della mobilitazione riguarda la continuità produttiva degli impianti di Genova e Novi. Dal fronte sindacale viene chiesto che la ripresa sia messa nero su bianco, collegandola ai tempi necessari per un nuovo ordine di coils.

«La prefettura è nostra, e stanotte dormiamo qua», hanno fatto sapere gli operai durante la protesta. Con questa iniziativa intendono sollecitare sia il governo sia Acciaierie d’Italia, chiedendo indicazioni concrete sul futuro occupazionale.

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Le parole di Urso non bastano

A scatenare la reazione è stata anche la risposta fornita da Adolfo Urso alla Camera. Nel corso del confronto parlamentare, il ministro per le Imprese ha prospettato la possibilità di aprire un dialogo con l’azienda per evitare la fermata degli stabilimenti ligure e piemontese.

Per i lavoratori, però, l’ipotesi di un confronto non equivale a una garanzia. La posizione ribadita dai sindacati è netta: le dichiarazioni del ministro non vengono considerate sufficienti e l’obiettivo rimane ottenere una conferma scritta sulla ripresa dell’attività nel giro di due mesi.

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