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Cronaca 1 min di lettura15 min fa

Certificati e Cpr, la Cassazione rimette in discussione le sospensioni

La Suprema Corte ha chiesto un nuovo esame delle misure contro tre dottoresse coinvolte nell’indagine della Procura di Ravenna.

Le sospensioni professionali inflitte a tre dottoresse nell’inchiesta sui certificati utilizzati per evitare il Cpr dovranno essere rivalutate. La Corte di Cassazione ha infatti annullato il provvedimento cautelare, disponendo che il caso torni davanti al tribunale del Riesame di Bologna per un nuovo giudizio.


Le sospensioni tornano al Riesame

La decisione dei giudici di legittimità arriva dopo l’udienza di venerdì, fissata sui ricorsi presentati dai difensori delle tre indagate. A sostenere le loro ragioni sono stati gli avvocati Salvatore Tesoriero e Francesca Cancellaro.

L’annullamento con rinvio non chiude l’inchiesta e non cancella definitivamente le contestazioni: sarà ora il tribunale bolognese a dover riesaminare le misure interdittive adottate nei confronti delle professioniste. Il nuovo collegio dovrà quindi pronunciarsi nuovamente sulla sospensione dall’attività.

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L’indagine della Procura di Ravenna

Le tre dottoresse erano state raggiunte da un’interdizione della durata di dieci mesi. Il provvedimento era stato disposto nell’ambito dell’indagine avviata dalla Procura di Ravenna sui certificati collegati alla possibilità di evitare il trasferimento in un Cpr.

A loro vengono contestati i reati di falso ideologico continuato e interruzione di pubblico servizio. Su questi fatti l’inchiesta resta aperta, mentre la Cassazione ha rimesso al Riesame la valutazione delle misure cautelari applicate alle indagate.

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