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Cronaca 2 min di lettura25 set

Roma, una rete per i nuovi alunni: la storia di Carlos

Dopo cinque rifiuti, un ragazzo arrivato dal Nicaragua ha trovato posto a scuola grazie a un servizio gratuito e al sostegno della comunità di Sant’Egidio.

A Roma oggi esiste un aiuto dedicato alle famiglie appena arrivate dall’estero. Si chiama “Più scuola”, è gratuito e opera insieme all’Ufficio scolastico regionale per facilitare l’inserimento degli studenti nelle scuole della città.


L’integrazione passa dalla lingua

Helia Chavez racconta che i suoi figli, una volta superata la fase iniziale, sono riusciti a costruire rapporti normali con i compagni italiani. La madre esclude episodi di emarginazione o razzismo e descrive i ragazzi come ormai sereni e ben inseriti.

«Stanno bene, hanno fatto amicizia», ha spiegato la donna. Ai figli ha anche raccontato le ragioni della fuga dal Nicaragua, dove, secondo la sua testimonianza, la dittatura rende la vita particolarmente rischiosa e condiziona fortemente l’ambiente scolastico.


Carlos ha trovato posto dopo cinque tentativi

La vicenda riguarda Carlos, arrivato in Italia a 13 anni. Helia Chavez si era trasferita nel 2021; l’anno successivo aveva fatto arrivare a Roma anche i due figli, ma per il maggiore l’accesso alla scuola si è trasformato in un percorso a ostacoli: cinque istituti non lo hanno accolto perché non conosceva l’italiano.

La soluzione è arrivata attraverso la Comunità di Sant’Egidio, che la madre già frequentava per seguire lezioni di lingua. Il progetto “Viva la scuola” ha permesso di iscrivere il ragazzo in un istituto distante dall’abitazione, ma comunque disponibile ad accoglierlo.

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Dalla difficoltà al voto finale

Per accompagnare i figli e aiutarli a muoversi in una città ancora sconosciuta, Helia ha dovuto interrompere temporaneamente il lavoro. Gli spostamenti verso scuole non vicine e l’assenza di competenze linguistiche rendevano complicate anche le attività più semplici.

La madre considera corretto il provvedimento del governo sull’apprendimento dell’italiano, ma chiede che nelle iscrizioni siano valutati meglio gli ostacoli affrontati da chi arriva da un altro Paese. A suo avviso, il bisogno di imparare la lingua non dovrebbe impedire a un ragazzo di entrare a scuola.

Nel caso di Carlos, il recupero è stato rapido nonostante l’avvio complesso. Al termine della terza media ha ricevuto apprezzamenti dagli insegnanti e ha concluso l’esame con una valutazione di 9, dimostrando i progressi compiuti dopo l’arrivo in Italia.

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