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Cronaca 1 min di lettura37 min fa

Righi, la scritta choc nei bagni: nomi di studenti e una svastica

L’episodio è stato denunciato dal Collettivo Ludus e condannato dal dirigente Giovanni Cogliandro: il muro è stato ripulito, ma resta il problema culturale.

Un messaggio con la dicitura “lista stupri”, accompagnato dai nomi di alcuni studenti e da una svastica, è comparso nei bagni della sede di via Boncompagni del liceo Righi, a Roma. La scritta sarebbe stata realizzata durante un aperitivo legato alla lista Delta e successivamente rimossa.

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La denuncia degli studenti

A portare l’episodio all’attenzione pubblica è stato il Collettivo Ludus Righi, con un intervento pubblicato su Instagram. Gli studenti hanno spiegato che accanto alla frase erano stati indicati ragazzi dell’istituto e hanno condannato un gesto ritenuto incompatibile con la vita scolastica.

Nel loro messaggio, i componenti del collettivo hanno sottolineato che cancellare una parete non basta a eliminare la mentalità che sta alla base di simili comportamenti. Secondo gli studenti, l’accaduto riflette una cultura patriarcale ancora presente e dimostra quanto sia grave considerare la violenza sessuale un tema su cui scherzare.


Il preside: prevenzione da anni

Il dirigente scolastico Giovanni Cogliandro ha definito quanto avvenuto «un’azione abominevole». Il preside ha ricordato che il liceo lavora da tempo sulla prevenzione della violenza, compresa quella verbale, e ha espresso apprezzamento per l’impegno dei docenti.

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Cogliandro ha inoltre osservato che nella società rimangono tracce di una mentalità patriarcale. A suo giudizio, proprio l’idea di trasformare lo stupro in una battuta o in una lista conferma la necessità di continuare a intervenire sul piano educativo.


Un precedente al Giulio Cesare

L’episodio del Righi richiama quanto accaduto in precedenza al liceo Giulio Cesare, nel quartiere Trieste. Nel novembre del 2025 era comparso un elenco con i nomi e i cognomi di otto ragazze e un ragazzo.

Una seconda scritta era stata individuata al termine dell’occupazione dell’istituto. Durante i controlli successivi erano emerse numerose frasi offensive rivolte alla dirigente scolastica e un nuovo elenco, questa volta con i nomi di due insegnanti.

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