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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Ricina, perquisito lo studio del padre e marito delle vittime

Gli investigatori della Squadra mobile di Campobasso sono entrati nell’ufficio di Gianni Di Vita, davanti alla casa dove morirono Sara e Antonella Di Ielsi.

Non risultano ancora persone iscritte nel registro degli indagati per il duplice omicidio aperto dalla Procura di Larino. Intanto, a Pietracatella, gli investigatori hanno avviato una perquisizione nello studio di Gianni Di Vita, commercialista e familiare delle due donne morte dopo l’avvelenamento con ricina.


Gli accertamenti nello studio

Gli agenti della Squadra mobile di Campobasso, coordinati da Marco Graziano, hanno raggiunto l’ufficio e dato il via alle verifiche. L’attività investigativa è cominciata nelle ore successive alla notizia dell’inchiesta sulle due morti.

Lo studio si trova di fronte all’abitazione della famiglia Di Vita. Proprio in quella casa, nei giorni vicini al Natale dello scorso dicembre, Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, rispettivamente figlia e moglie di Gianni Di Vita, sarebbero state esposte alla sostanza tossica.

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L’inchiesta resta senza indagati

La perquisizione si inserisce nel procedimento per duplice omicidio seguito dalla Procura di Larino. Al momento, tuttavia, gli atti dell’indagine non indicano alcun soggetto come indagato.

Gli accertamenti dovranno chiarire gli elementi utili a ricostruire quanto accaduto e a definire il contesto delle due morti. Le verifiche nello studio del commercialista rappresentano uno dei passaggi investigativi condotti dagli uomini della Squadra mobile.

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