Ricina a Riccia, il computer può svelare chi era il vero obiettivo
Gli investigatori hanno avviato gli accertamenti nell’Istituto agrario frequentato da persone sospettate per l’avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita.
L’indagine sull’avvelenamento da ricina entra nella fase degli accertamenti informatici. A Riccia, gli agenti hanno raggiunto l’Istituto agrario per cercare nei computer elementi utili a chiarire la dinamica dei fatti e il possibile ruolo delle persone coinvolte.
Perquisizioni nelle scuole dei sospettati
Le verifiche sono state disposte dalla Procura di Larino e riguardano gli istituti nei quali lavorano i soggetti considerati potenzialmente legati all’avvelenamento di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita. L’attività investigativa punta a raccogliere documenti e tracce digitali in grado di ricostruire i contatti e i movimenti collegati alla vicenda.
Tra i luoghi esaminati c’è dunque la scuola agraria di Riccia. Gli investigatori stanno concentrando l’attenzione sui dispositivi informatici presenti nell’istituto, con l’obiettivo di individuare informazioni che possano confermare o smentire le ipotesi al vaglio della magistratura.
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L’ipotesi su Sara Di Vita
Uno degli aspetti ancora da chiarire riguarda il possibile bersaglio dell’avvelenamento. Gli accertamenti avrebbero fatto emergere l’ipotesi che l’obiettivo potesse essere Sara Di Vita, ma si tratta di una pista che dovrà essere verificata attraverso gli elementi raccolti durante le perquisizioni.
Per questo l’analisi dei computer potrebbe assumere un peso rilevante nell’inchiesta. I dati eventualmente recuperati saranno valutati dagli investigatori insieme agli altri riscontri, per comprendere se esistano collegamenti con l’esposizione alla ricina e definire con maggiore precisione il quadro delle responsabilità.
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