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Cronaca 2 min di lettura23 set

Relazione tossica e pena al minimo: perché Daniec ha avuto 10 anni

La Corte d’Assise di Milano ha spiegato la condanna a Marek Konrad Daniec: niente attenuanti generiche, ma pena fissata al minimo dopo aver pesato frustrazione, conflitti continui e l’assenza di un intento di uccidere.

Per i giudici, in quella vicenda va collocata anche la possibilità che si arrivasse a un esito estremo, pur senza una volontà di togliere la vita. È su questa soglia che si regge la decisione sulla condanna per omicidio preterintenzionale, contestata a Marek Konrad Daniec dopo la morte di Hanna Herasimchyk.


Una relazione segnata da scontri continui

La Corte d’Assise di Milano ha descritto il legame tra i due come ormai compromesso da una dinamica definita «tossica», alimentata da litigi frequenti e anche duri. Proprio per questo non sono state concesse le attenuanti generiche: secondo i giudici, l’imputato aveva scelto di non chiudere quella storia pur sapendo di poter arrecare danni alla compagna e aveva già messo più volte a rischio la sua incolumità.


La perizia ha ribaltato il quadro iniziale

A cambiare l’impostazione dell’accusa è stata una consulenza medico-legale chiesta dalla difesa. L’esame ha escluso il dolo e ha indicato una miocardite, di cui la donna soffriva, come causa del decesso; per la Corte, Daniec non ne era a conoscenza. Da qui la riqualificazione del reato e la condanna a 10 anni di reclusione per il camionista polacco di 43 anni.


Cosa è accaduto nell’ultimo litigio

Nelle motivazioni viene ricostruito anche l’episodio finale: Daniec avrebbe colpito più volte la donna, l’avrebbe afferrata e trattenuta con violenza, forse provocandone la caduta, e le avrebbe coperto la bocca con la mano. Tutto ciò, osservano i giudici, contro una persona ritenuta fragile anche per l’abuso di alcol.

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Esasperazione sì, ma niente sconto pieno

Pur senza riconoscere le attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto di dover fissare la pena nel minimo previsto. Ha pesato lo stato di crescente frustrazione dell’imputato e il tentativo di sottrarsi alle provocazioni della compagna; nelle motivazioni si legge anche che Daniec sosteneva di amarla e, nei momenti più difficili, le comprava sigarette, vino e medicinali.


Il ritrovamento e l’arresto

Hanna Herasimchyk, 46 anni, ex ballerina bielorussa, era stata trovata senza vita il 13 giugno 2024 nel suo appartamento di Pozzuolo Martesana, nel Milanese. Daniec è stato arrestato sei mesi più tardi; inizialmente gli era stata contestata l’accusa di omicidio volontario, prima che la misura venisse sostituita con i domiciliari.

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