Relazione tossica e pena al minimo: perché Daniec ha avuto 10 anni
La Corte d’Assise di Milano ha spiegato la condanna a Marek Konrad Daniec: niente attenuanti generiche, ma pena fissata al minimo dopo aver pesato frustrazione, conflitti continui e l’assenza di un intento di uccidere.
Per i giudici, in quella vicenda va collocata anche la possibilità che si arrivasse a un esito estremo, pur senza una volontà di togliere la vita. È su questa soglia che si regge la decisione sulla condanna per omicidio preterintenzionale, contestata a Marek Konrad Daniec dopo la morte di Hanna Herasimchyk.
Una relazione segnata da scontri continui
La Corte d’Assise di Milano ha descritto il legame tra i due come ormai compromesso da una dinamica definita «tossica», alimentata da litigi frequenti e anche duri. Proprio per questo non sono state concesse le attenuanti generiche: secondo i giudici, l’imputato aveva scelto di non chiudere quella storia pur sapendo di poter arrecare danni alla compagna e aveva già messo più volte a rischio la sua incolumità.
La perizia ha ribaltato il quadro iniziale
A cambiare l’impostazione dell’accusa è stata una consulenza medico-legale chiesta dalla difesa. L’esame ha escluso il dolo e ha indicato una miocardite, di cui la donna soffriva, come causa del decesso; per la Corte, Daniec non ne era a conoscenza. Da qui la riqualificazione del reato e la condanna a 10 anni di reclusione per il camionista polacco di 43 anni.
Cosa è accaduto nell’ultimo litigio
Nelle motivazioni viene ricostruito anche l’episodio finale: Daniec avrebbe colpito più volte la donna, l’avrebbe afferrata e trattenuta con violenza, forse provocandone la caduta, e le avrebbe coperto la bocca con la mano. Tutto ciò, osservano i giudici, contro una persona ritenuta fragile anche per l’abuso di alcol.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Esasperazione sì, ma niente sconto pieno
Pur senza riconoscere le attenuanti generiche, la Corte ha ritenuto di dover fissare la pena nel minimo previsto. Ha pesato lo stato di crescente frustrazione dell’imputato e il tentativo di sottrarsi alle provocazioni della compagna; nelle motivazioni si legge anche che Daniec sosteneva di amarla e, nei momenti più difficili, le comprava sigarette, vino e medicinali.
Il ritrovamento e l’arresto
Hanna Herasimchyk, 46 anni, ex ballerina bielorussa, era stata trovata senza vita il 13 giugno 2024 nel suo appartamento di Pozzuolo Martesana, nel Milanese. Daniec è stato arrestato sei mesi più tardi; inizialmente gli era stata contestata l’accusa di omicidio volontario, prima che la misura venisse sostituita con i domiciliari.
Continua a leggere
Tumori cerebrali, oltre 100 varianti: cosa cambia tra diagnosi e cure
Il neurochirurgo Christian Brogna invita a distinguere le diverse neoplasie cerebrali e spiega perché interventi e terapie dipendono da molteplici fattori
Modena, il nodo dell’attentato: la famiglia di Monica chiama un esperto
La legale Deborah De Cicco affida a Francesco Bergoglio Errico l’analisi del possibile movente terroristico contestato dalla procura
Pike, l’iniezione resta sospesa: lo stop arriva a un’ora dall’esecuzione
La Corte d’appello federale ha bloccato il procedimento in Tennessee per riesaminare il peso degli abusi subiti dalla detenuta durante l’infanzia.
Botulismo a Reggio, l’antitossina arriva in meno di due ore
La disponibilità del farmaco nell’ospedale di Cosenza ha permesso di accelerare il trattamento del paziente ricoverato al Gom con sospetto botulismo.