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Cronaca 3 min di lettura53 min fa

Pike, l’iniezione resta sospesa: lo stop arriva a un’ora dall’esecuzione

La Corte d’appello federale ha bloccato il procedimento in Tennessee per riesaminare il peso degli abusi subiti dalla detenuta durante l’infanzia.

La pena capitale inflitta a Christa Gail Pike resta in vigore, ma per ora non può essere eseguita. La Corte d’appello federale ha ordinato una nuova verifica del caso, concentrandosi anche sulla possibile mancata valutazione delle violenze sessuali e degli abusi che la detenuta avrebbe subito da bambina.

Lo stop è arrivato quando mancava circa un’ora all’iniezione letale prevista in Tennessee. La decisione non annulla la condanna: sospende l’esecuzione mentre i giudici esaminano gli elementi presentati dalla difesa.


La madre della vittima attende da trent’anni

May Martinez, madre di Colleen Slemmer, si è espressa a favore dell’esecuzione. La donna ha spiegato di aspettare da oltre tre decenni che venga applicata la sentenza emessa per l’assassinio della figlia.

La posizione della famiglia della vittima si contrappone alla richiesta degli avvocati di Pike, che hanno chiesto di considerare il suo passato personale e le condizioni psicologiche maturate nel tempo. La controversia passa ora nuovamente al vaglio della giustizia federale.


Il provvedimento ha fermato tutto

L’ordine dei giudici è stato emesso intorno alle 9 del mattino, secondo l’orario locale. La somministrazione dei farmaci era programmata per le 10 al Riverbend Maximum Security Institution di Nashville, dove erano già giunti i testimoni ammessi ad assistere.

Pike, che ha 50 anni, sarebbe stata la prima donna giustiziata in Tennessee da almeno 200 anni. Il governatore repubblicano Bill Lee aveva respinto la richiesta di clemenza il 28 settembre; il giorno seguente anche la Corte Suprema degli Stati Uniti aveva rifiutato una precedente istanza per rinviare l’esecuzione.


Il delitto commesso a 18 anni

La condanna riguarda l’uccisione di Colleen Slemmer, 19 anni, avvenuta a Knoxville nel gennaio 1995. Secondo l’accusa, Pike attirò la giovane in una zona isolata insieme al fidanzato Tadaryl Shipp e a Shadolla Peterson. Slemmer fu aggredita con percosse e coltellate; sul corpo venne inoltre tracciato un pentagramma, particolare che alimentò l’attenzione sul caso durante il periodo della cosiddetta paura satanica negli Stati Uniti.

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Pike e Shipp furono riconosciuti colpevoli di omicidio di primo grado. Per lei arrivò la pena capitale, mentre Shipp, che aveva 17 anni al momento dei fatti, ricevette l’ergastolo con possibilità di libertà condizionale. Peterson, dopo aver collaborato con gli inquirenti, fu condannata alla libertà vigilata.


La difesa riapre il capitolo degli abusi

Nella domanda di clemenza, un documento di 226 pagine, i legali hanno descritto un’infanzia segnata da abbandono, violenze e abusi sessuali. La ricostruzione della difesa indica maltrattamenti iniziati in tenera età, uno stupro a 11 anni e un’altra aggressione sessuale a 17 anni.

Dopo l’ingresso in carcere a Pike sono stati diagnosticati un disturbo bipolare e un disturbo post-traumatico da stress. Gli avvocati sostengono che tali circostanze, insieme alla giovane età della donna quando partecipò al delitto, non siano state considerate in modo adeguato nel procedimento che portò alla condanna capitale.

Nella richiesta, Pike ha espresso il proprio rimorso: «Ero una ragazza di 18 anni con una malattia mentale. Mi ci sono voluti anni per capire la gravità di quello che avevo fatto».


Un caso raro negli Stati Uniti

Pike è l’unica donna attualmente detenuta nel braccio della morte del Tennessee. A livello nazionale, dal 1976, anno del ripristino della pena capitale, sono state giustiziate 18 donne: circa l’1% del totale delle esecuzioni. L’ultima era stata Amber McLaughlin, messa a morte in Missouri nel 2023.

La sua vicenda presenta anche un altro elemento insolito. Nell’era moderna della pena capitale, in Tennessee otto persone hanno ricevuto una condanna a morte per reati commessi a 18 anni; secondo la documentazione della difesa, le sentenze degli altri sette imputati sono state poi annullate.

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