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Cronaca 3 min di lettura16 min fa

Sei volti oltre la leucemia: a Roma una mostra guarda al futuro

Fino al 16 ottobre il Policlinico Gemelli ospita le immagini di sei persone che hanno affrontato un tumore del sangue e le terapie Car-T.

Al quarto piano, nel corridoio S1 del Policlinico universitario Agostino Gemelli Irccs, sei storie diventano un percorso fotografico aperto gratuitamente al pubblico fino al 16 ottobre. La mostra racconta pazienti, familiari e il difficile ritorno alla quotidianità dopo la malattia.

Le immagini fanno parte del progetto “Da qui in avanti. Sei storie, un viaggio che ricomincia”, realizzato da Gilead-Kite con l’Istituto Italiano di Fotografia e patrocinato da Ail - Associazione italiana contro le leucemie-linfomi e mieloma e La Lampada di Aladino Ets. Il percorso espositivo attraversa luoghi, ricordi e simboli legati alla cura, alla paura e alla possibilità di progettare nuovamente il domani.


La fotografia dà un volto alla rinascita

I protagonisti sono Aurelia, Luigi, Eliana, Ida, Renato e Americo. Attraverso gli scatti dei giovani fotografi, le loro esperienze non vengono presentate soltanto come testimonianze cliniche: colori, ambienti e dettagli traducono emozioni, fragilità e momenti di coraggio.

Il progetto intende richiamare l’attenzione sulle nuove possibilità terapeutiche per alcune forme di tumore del sangue. La mostra mette così in relazione il percorso medico con quello umano, mostrando anche la presenza di chi ha assistito, ascoltato e sostenuto i pazienti nei periodi più complessi.


Due percorsi segnati dalla Car-T

Aurelia, romana di 50 anni, ha ricevuto nel 2016 la diagnosi di leucemia linfoblastica acuta dopo una stanchezza insolita e un accesso al pronto soccorso. Ricoveri, chemioterapia e trapianto hanno segnato gli anni successivi; cinque anni fa, quando le terapie tradizionali non erano più sufficienti, è arrivata la possibilità del trattamento Car-T. Oggi sta bene e nella mostra la sua rinascita è associata a immagini ricche di colore, insieme alla presenza costante dei genitori Alberto e Agnese.

Luigi, 32 anni, è originario di Isola di Capo Rizzuto. Nel 2020 una febbre persistente ha portato agli accertamenti che hanno rivelato la stessa forma di leucemia. Per lui e per il fratello maggiore Ernesto sono iniziati viaggi frequenti verso Roma, cicli di chemioterapia e nuove difficoltà dopo una risposta iniziale alle cure. Il 19 febbraio 2024 Luigi è entrato nuovamente in ospedale per la Car-T: il trattamento ha funzionato e oggi racconta quel passaggio con serenità.

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Gemelli, già 240 pazienti trattati

L’Unità operativa complessa di Ematologia e trapianto di cellule staminali del Policlinico Gemelli è autorizzata a somministrare le terapie Car-T dal 2019. Da allora, circa 240 pazienti sono stati sottoposti a questo trattamento, mentre in Italia sono trascorsi sei anni dall’introduzione di queste terapie cellulari.

Simona Sica, direttrice dell’Unità operativa complessa di Ematologia e trapianto di cellule staminali della Fondazione Policlinico universitario A. Gemelli Irccs e associata di Malattie del sangue all’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha sottolineato il valore personale di ogni diagnosi: «Dietro ogni diagnosi c’è prima di tutto una persona, con le sue paure, le sue speranze e il desiderio di tornare a immaginare il proprio futuro». Per la specialista, la fotografia riesce a mostrare aspetti del percorso che spesso le parole non riescono a restituire.


Una rete intorno a chi affronta la malattia

Secondo Giuseppe Toro, presidente nazionale di Ail, le storie della campagna dimostrano che alcune persone, grazie alle Car-T, possono tornare a costruire progetti e a guardare avanti. «Nessuno debba affrontare da solo la malattia», ha dichiarato, ricordando il ruolo di familiari, associazioni, medici e centri specializzati nel sostegno continuo ai pazienti.

La mostra propone quindi un racconto collettivo: sei persone hanno attraversato una sfida simile, ma ciascuna conserva un’esperienza fatta di luoghi, legami e attese differenti. L’ingresso è gratuito e la sede romana resterà visitabile fino al 16 ottobre.

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