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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Dopo il Pnrr la Pa cambia passo: la sfida dell’intelligenza artificiale

Donato Iacovone indica le priorità per la pubblica amministrazione: conservare il ritmo degli investimenti e usare l’intelligenza artificiale per migliorare i servizi

La conclusione del Pnrr non dovrebbe segnare un rallentamento per la pubblica amministrazione. Per Donato Iacovone, presidente di Bip, la fase successiva deve servire a consolidare il metodo costruito negli ultimi anni e a valutare come l’intelligenza artificiale possa rendere più efficienti i servizi pubblici.


La velocità non va dispersa

Intervenendo a Roma all’incontro dedicato al futuro della Pa, Iacovone ha indicato nella continuità il primo obiettivo da perseguire dopo il Piano nazionale di ripresa e resilienza. La priorità, ha spiegato, è non abbandonare il ritmo raggiunto nelle attività di conoscenza, programmazione, investimento e controllo.

«Riguardo l’evoluzione futura della Pubblica amministrazione, il primo obiettivo che ci siamo posti, dopo il Pnrr, è di non perdere questa velocità intrapresa nel sapere, programmare, investire e controllare», ha affermato Iacovone durante l’evento. Il presidente di Bip ha così richiamato l’esigenza di mantenere nel tempo un processo di investimento considerato virtuoso.


L’intelligenza artificiale al centro

La seconda sfida riguarda invece l’impiego dell’intelligenza artificiale all’interno delle amministrazioni. L’obiettivo è capire in che modo questa tecnologia possa semplificare le procedure, ridurre i tempi e innalzare la qualità delle risposte rivolte a cittadini e imprese, oltre a favorire rapporti più efficienti tra gli stessi enti pubblici.

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Secondo Iacovone, sarà altrettanto importante preparare le persone a gestire il cambiamento. Il tema è stato discusso nell’appuntamento «Le pubbliche amministrazioni tra sovranità europea e Ai: riflessioni sul nuovo contesto sociale ed economico del Paese», organizzato da Bip con la partecipazione di istituzioni, decisori pubblici, esperti e operatori della trasformazione digitale.

Nel confronto sono rientrati anche il completamento del Pnrr e l’avvio della programmazione europea per il periodo 2028-2034. «Queste sono le due grandi sfide che abbiamo davanti, come anche il fatto di capire come formare le persone per cogliere queste sfide e continuare questo processo di investimenti virtuoso che abbiamo imparato a fare con il Pnrr», ha concluso il presidente di Bip.

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