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Cronaca 2 min di lettura30 set

Infanzia, l’allarme di Terragni: la solitudine è già una direzione

La Relazione al Parlamento 2025 fotografa il disagio di bambini e adolescenti e richiama adulti, famiglie, scuola e istituzioni a ricostruire legami più solidi.

Disagio psicologico, povertà educativa e isolamento sono i principali segnali evidenziati dalla Relazione al Parlamento 2025 dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, presentata alla Camera dei deputati. Il documento richiama l’attenzione sul ruolo della cura e delle relazioni nella crescita delle nuove generazioni.

A preoccupare è soprattutto il rischio che bambini e ragazzi si formino in un contesto sempre più individualista, dove il rapporto con gli altri perde centralità. Per la garante Marina Terragni, la questione non riguarda soltanto il benessere personale, ma il modello di società verso cui ci si sta dirigendo.


La solitudine come rischio sociale

Nel corso della presentazione, Terragni ha sottolineato che la dimensione relazionale è una componente essenziale dell’esperienza umana. “Quando si dice che l’uomo sia un animale sociale, si dice una cosa profondamente vera. E invece, adesso, ci stiamo avviando verso un individuo assoluto e quindi a un destino di solitudine”, ha affermato.

Secondo la garante, questa trasformazione può incidere in modo particolare sui più giovani, che hanno bisogno di riferimenti, ascolto e presenza adulta. La fragilità dei legami sociali si intreccia così con il disagio psicologico e con le difficoltà educative richiamate dalla relazione.


Tecnologia tra opportunità e pericoli

In questo scenario trovano spazio i social, gli smartphone e le piattaforme digitali. Gli strumenti tecnologici possono offrire occasioni positive, ma rischiano anche di aumentare la distanza dalla realtà e di indebolire il contatto diretto con le persone.

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Terragni ha invitato a non considerare la tecnologia in termini esclusivamente negativi, senza però ignorarne gli effetti problematici. “La tecnologia, come tutte le cose della vita, ha dentro potenzialità e rischi. Noi dobbiamo lavorare alla riduzione del danno per il maggior numero possibile”, ha dichiarato, auspicando che possa tornare a esprimere soprattutto le sue possibilità costruttive.


Famiglie e scuola chiamate ad agire

La risposta, secondo l’Autorità garante, non può essere affidata ai soli ragazzi. Famiglie, scuola e istituzioni sono chiamate a sostenere i minori e a creare condizioni capaci di contrastare isolamento, povertà educativa e sofferenza psicologica.

La relazione mette quindi al centro la responsabilità degli adulti e la necessità di rafforzare i legami attorno a bambini e adolescenti. Cura, accompagnamento e presenza diventano strumenti decisivi per evitare che la crescita avvenga in una società dominata dall’individualismo.

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