Ponte sullo Stretto, il vento impone nuove prove: tempi a rischio
I modelli usati negli anni passati hanno prodotto risultati discordanti e alcune verifiche dovranno essere ripetute con strumenti più moderni e dimensioni maggiori.
Il modello in scala dell’impalcato potrebbe non essere abbastanza grande per le nuove verifiche richieste. Già nel 2011 i progettisti avevano segnalato l’impossibilità tecnica di combinare, in una prova dentro la galleria del vento, dimensioni adeguate e riproduzione completa delle caratteristiche dell’opera.
La scala dei test diventa un ostacolo
Il Consiglio superiore dei lavori pubblici chiede ora di controllare nuovamente i dati aerodinamici su un modello più grande rispetto a quelli impiegati in passato. La richiesta nasce anche dalle differenze rilevate tra i risultati ottenuti nei vari laboratori, oltre che dalle incertezze riscontrate in alcune misurazioni effettuate in Danimarca.
La società Stretto di Messina difende la validità delle prove già svolte, ma ammette che oggi esistono strumenti di calcolo e competenze di modellazione più avanzati. Nei documenti trasmessi ai tecnici ministeriali viene quindi prevista una nuova campagna di test, anche se l’impiego delle apparecchiature necessarie potrebbe risultare «incompatibile col cronoprogramma».
Le barriere proteggono ma destabilizzano
Tra le soluzioni studiate figurano le barriere frangivento destinate a ridurre l’azione delle raffiche sui veicoli. Secondo i progettisti, durante le prove non sarebbero emerse instabilità direttamente riconducibili a questi elementi, mentre il Consiglio osserva che in diverse configurazioni le barriere possono aggravare la risposta della struttura al flutter.
Sono stati valutati anche dispositivi simili ad ammortizzatori, pensati per assorbire le oscillazioni dell’impalcato. I tecnici li considerano difficili da applicare su un’opera di queste dimensioni e Stretto di Messina, nelle risposte fornite, ne esclude l’installazione.
Il flutter resta il punto critico
Il rischio più delicato riguarda il flutter, un’instabilità dinamica che può alimentarsi con il movimento del vento e compromettere la sicurezza del ponte. La verifica viene considerata dal Consiglio un passaggio essenziale, perché in alcune configurazioni analizzate non sarebbero stati raggiunti i requisiti fissati dal progetto.
In una simulazione con treni e veicoli presenti sull’impalcato, la velocità critica indicata per l’innesco del fenomeno è risultata pari a 50 metri al secondo, circa 180 chilometri orari. Il valore richiesto era invece di 54 metri al secondo, equivalenti a circa 194 chilometri orari; da qui la necessità di ampliare e ripetere le analisi già eseguite.
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Oscillazioni anche con vento moderato
Le criticità non riguardano soltanto il superamento della soglia di flutter. Il Consiglio avverte che vibrazioni potenzialmente problematiche possono comparire anche con velocità del vento contenute: in genere l’ampiezza tende a stabilizzarsi, ma il fenomeno può ridurre la funzionalità dell’opera e sottoporre i suoi componenti a fatica nel tempo.
Diventa quindi decisiva la capacità della struttura di smorzare i movimenti. Il valore ricavato da una verifica indipendente del 2011 è stato giudicato poco prudenziale, mentre la scelta di adottare nei calcoli un coefficiente di resistenza pari a uno non convince i tecnici, soprattutto perché alcune misure risultavano più elevate.
Dati vecchi e prescrizioni da rispettare
Le campagne nella galleria del vento risalgono al 2004 e al 2010, mentre un’ulteriore verifica sullo stesso modello fu condotta nel 2011. Il Politecnico di Milano lavorò su un esemplare in scala 1:45; Force Technology e il laboratorio Blwtl dell’Ontario Western University esaminarono invece alcune sezioni dell’impalcato in scala 1:80, con un modello lungo 2,55 metri e largo circa 75 centimetri.
Il Consiglio rileva che i valori aerodinamici ottenuti nei diversi centri di ricerca non sono sempre compatibili tra loro. Per questo chiede di spiegare le variazioni, ripetere le misure considerate troppo incerte e tenere conto dell’incertezza nei calcoli, anche perché i risultati sulle sezioni dell’impalcato e sulla coppia di cavi potrebbero incidere in modo significativo sulla progettazione.
La questione rientra nel quadro delle 361 prescrizioni e delle 77 raccomandazioni formulate insieme al parere favorevole all’avvio della progettazione esecutiva. Almeno 42 indicazioni riguardano il vento, elemento decisivo per un ponte sospeso lungo 3,3 chilometri e sostenuto da piloni alti 69 metri più della Torre Eiffel. I progettisti dovranno dunque aggiornare verifiche avviate tra 22 e 16 anni fa, mentre resta da chiarire se le nuove prove potranno conciliarsi con tempi e costi previsti.
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