7.000Lettori online ora
Cronaca 3 min di letturaadesso

Ponte sullo Stretto, il nodo vento: la promessa su tempi e 13,5 miliardi

La società concessionaria difende gli studi già svolti e annuncia nuove verifiche nella fase esecutiva, senza prevedere aumenti di spesa o slittamenti dei lavori.

Il tema del vento non dovrebbe modificare, secondo Stretto di Messina, né il calendario dell’opera né il suo costo complessivo, fissato in 13,5 miliardi di euro. La società considera già solide le analisi condotte negli anni passati, ma conferma che durante la progettazione esecutiva saranno svolti ulteriori test per approfondire alcuni aspetti tecnici.

La posizione arriva dopo il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, che sul progetto definitivo ha formulato 361 prescrizioni e 77 indicazioni. Tra i punti da verificare ci sono anche le prove aerodinamiche e le differenze riscontrate nei risultati di alcuni laboratori.


La società esclude ritardi e rincari

Per Stretto di Messina, le richieste dell’organo tecnico statale non mettono in discussione la fattibilità del ponte. La società sostiene che le indicazioni ricevute siano compatibili con un avanzamento per fasi della progettazione, previsto dal decreto legge numero 35/2023.

«Non si prevedono incrementi né dei costi dell’investimento, pari a 13,5 miliardi di euro, né dei tempi di realizzazione dell’opera», ha dichiarato la concessionaria rispondendo alle domande sulle possibili conseguenze di eventuali modifiche progettuali. L’eventuale necessità di intervenire su alcuni dettagli dovrebbe quindi essere assorbita nella fase esecutiva, senza cambiare il quadro economico e temporale indicato.

Il passaggio successivo dipende dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della delibera Cipess. Con quel provvedimento, secondo la società, il contratto tornerà efficace e potranno partire sia la progettazione esecutiva sia le attività preliminari di cantiere.


I dati sul vento raccolti nello Stretto

Le stime utilizzate per progettare il ponte derivano dall’incrocio tra modelli, analisi statistiche e rilevazioni sul campo. Stretto di Messina afferma di avere raccolto dati per circa trent’anni attraverso diverse stazioni meteorologiche installate a varie quote sull’ex traliccio Enel di Capo Peloro.

A queste informazioni si aggiungono le serie storiche dell’Aeronautica militare, disponibili per l’area dello Stretto dalla metà del secolo scorso. La società sostiene che nelle proprie misurazioni non sia mai stata registrata, all’altezza dell’impalcato, una velocità media superiore a 30 m/s, equivalenti a 108 chilometri orari.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Il progetto, aggiunge la concessionaria, considera tuttavia una soglia molto più elevata: la struttura sarebbe stata dimensionata per venti medi fino a 60 m/s, cioè 216 chilometri orari, alla quota dell’impalcato.


Nuovi test per verificare il progetto

Le prove realizzate per il progetto preliminare e per quello definitivo non vengono considerate superate. «Ogni fase di progettazione affina e perfeziona i risultati delle fasi precedenti», ha spiegato Stretto di Messina, precisando che gli esperimenti futuri serviranno a controllare e aggiornare elementi specifici, non a cancellare il lavoro già svolto.

Nel percorso legato al progetto definitivo del 2011 furono utilizzate sette gallerie del vento distribuite in cinque Paesi tra Europa e Nord America. Le attività furono condotte dal progettista Cowi e sottoposte alla verifica indipendente di Parsons, incaricata del controllo della gestione progettuale.

Durante la fase esecutiva, i risultati precedenti saranno messi a confronto con quelli delle nuove campagne sperimentali. Questo procedimento dovrebbe consentire di esaminare le discrepanze tra le misurazioni e definire i parametri da utilizzare per completare il progetto.


Stazioni meteo e strumenti Lidar

La società non ha indicato un calendario dettagliato per le nuove prove né ha fornito, nella risposta, date e rapporti relativi a eventuali campagne già svolte dopo il 2011. Ha però chiarito che ulteriori verifiche saranno organizzate dal contraente generale nell’ambito della progettazione esecutiva.

Anche il ripristino delle stazioni meteorologiche di Capo Peloro e l’installazione degli strumenti Lidar rientrano tra i compiti del contraente generale. Le attività potranno essere avviate dopo il ritorno in vigore del contratto, successivo alla pubblicazione della delibera Cipess.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere