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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Pneumococco, i primi 6 mesi sono decisivi: la strategia per proteggere i più fragili

Caterina Rizzo richiama l’urgenza delle prime dosi nei lattanti e chiede vaccini capaci di coprire i sierotipi più rischiosi per tutte le fasce vulnerabili.

Nei bambini più piccoli il rischio di malattia invasiva da pneumococco si concentra soprattutto nei primi sei mesi di vita. Per questo, secondo Caterina Rizzo, docente ordinaria di Igiene e Medicina preventiva all’Università di Pisa, la protezione deve iniziare senza ritardi e includere anche anziani e persone fragili.

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Nei lattanti il tempo è decisivo

Le prime due somministrazioni rappresentano un passaggio essenziale della prevenzione. «È fondamentale proteggere i lattanti quanto prima», ha spiegato Rizzo durante il 59esimo congresso nazionale della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, in programma a Genova dal 21 al 24 ottobre.

La specialista ha sottolineato che le dosi iniziali devono offrire una risposta efficace contro le forme invasive della malattia e agire sui sierotipi più pericolosi. Tra quelli da tenere sotto osservazione figura in particolare il sierotipo 3, indicato come uno dei principali obiettivi della protezione nei primi mesi di vita.


La copertura deve durare tutta la vita

La prevenzione non può però limitarsi all’età pediatrica. La strategia vaccinale deve accompagnare le persone nel corso dell’esistenza, con un’attenzione specifica agli adulti anziani e ai soggetti che, per condizioni di salute, sono più esposti alle conseguenze dell’infezione.

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Secondo Rizzo, la scelta dei vaccini deve tenere conto della loro capacità di stimolare difese adeguate contro i ceppi oggi associati ai rischi maggiori. «L’obiettivo è proteggere al massimo la popolazione adulta, quella fragile e i bambini molto piccoli», ha affermato la docente, indicando ancora i sierotipi 3 e 8 tra quelli verso cui concentrare gli sforzi.

Il tema è stato affrontato nell’ambito del congresso della Società italiana di igiene, medicina preventiva e sanità pubblica, svoltosi a Genova dal 21 al 24 ottobre. La priorità indicata è duplice: anticipare la protezione dei neonati e garantire una risposta immunitaria il più possibile ampia nelle fasce adulte e fragili.

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