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Cronaca 3 min di lettura24 min fa

Milano, stretta dopo gli scontri: Salvini annuncia droni e Lince

Mattarella ha promulgato il decreto sulla sicurezza, mentre i giudici valutano carcere e domiciliari per i giovani coinvolti nelle violenze del 18 ottobre.

Sei persone sono finite in carcere, tre agli arresti domiciliari e una con obbligo di firma nell’ambito delle indagini sulla guerriglia urbana scoppiata a Milano tra sabato e domenica scorsa. I provvedimenti riguardano gli arrestati maggiorenni accusati, a vario titolo, di devastazione, saccheggio e resistenza aggravata.

A fare da sfondo alle decisioni giudiziarie c’è anche il nuovo decreto sulla sicurezza pubblica, firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Il provvedimento, che interviene pure sul contrasto alla criminalità minorile, è stato trasmesso alle Camere per l’iter di conversione in legge.

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Le misure cautelari per i disordini

Tra i destinatari degli ultimi provvedimenti c’è un 21enne milanese, arrestato il 18 ottobre per l’assalto al Decathlon di piazza Cairoli. Durante l’interrogatorio ha spiegato di essere entrato nel negozio con il volto coperto e di aver portato via anche un accappatoio e una salvietta. «Volevo sentirmi vivo e provare emozioni», ha messo a verbale.

La giudice per le indagini preliminari Maria Idria Gurgo di Castelmenardo gli ha concesso i domiciliari. Il giovane è incensurato, vive con la famiglia ed era già stato sottoposto alla stessa misura dopo l’arresto. La decisione tiene conto anche della necessità di consentirgli di proseguire i percorsi di cura per problemi psichiatrici, riferiti dallo stesso indagato.

È invece rimasto in carcere un 18enne nato in Svizzera, accusato per il medesimo assalto. Secondo la gip, il ragazzo non avrebbe ancora compreso la gravità delle proprie azioni e non avrebbe mostrato pentimento. Agli atti ha riferito di aver partecipato pur avendo riconosciuto il rischio di violenze, spinto dalla curiosità e dall’euforia.

La giudice ha inoltre disposto la custodia cautelare in carcere per un altro 18enne, nato in Tunisia, coinvolto nell’attacco a un punto vendita Foot Locker. Nella tasca destra dei pantaloni gli sarebbe stato trovato un coltello pieghevole lungo 15 centimetri, che gli investigatori hanno ritenuto immediatamente utilizzabile e del cui possesso non avrebbe fornito una spiegazione.


Presidi rafforzati nelle strade

Il giovane ha sostenuto di essere arrivato in centro con alcuni amici per curiosità. Per la gip, però, potrebbe essersi recato a Milano appositamente dal Bresciano. Pur essendo incensurato, risultava già segnalato per rapina e furto; inoltre, secondo l’ordinanza, non disponeva di un’abitazione idonea per un’eventuale misura alternativa e si trovava in Italia in posizione irregolare.

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Nella stessa ordinanza la giudice richiama il ruolo delle convocazioni sui social network. Gli assembramenti di giovani e giovanissimi, si legge nel provvedimento, possono trasformarsi in un moltiplicatore di violenza quando spingono a partecipare attivamente a iniziative di carattere insurrezionale. Per il 18enne proveniente dalla Svizzera, un eventuale passaggio ai domiciliari potrà essere valutato soltanto in presenza di un ambiente familiare adeguato e di controlli capaci di interrompere i contatti online legati alla mobilitazione.

Sul piano dell’ordine pubblico, Matteo Salvini ha annunciato un rafforzamento della presenza nelle piazze e nelle stazioni milanesi. In prefettura il vicepremier ha indicato l’impiego di 500 paracadutisti della Folgore, con un’età media superiore ai 40 anni e precedenti esperienze all’estero: «Milano sarà presidiata, e anche le stazioni».

Salvini ha aggiunto che i militari opereranno insieme alle altre forze dell’ordine e potranno intervenire, se necessario, con veicoli Lince, droni e altri mezzi. Ha inoltre precisato che il personale agirà nel rispetto delle norme e dei compiti previsti per i militari.


Il decreto firmato da Mattarella

Il capo dello Stato ha emanato il decreto-legge intitolato “Disposizioni urgenti in materia di sicurezza pubblica e contrasto alla criminalità minorile”. Con lo stesso atto è stata autorizzata la presentazione al Parlamento del disegno di legge destinato a convertirlo.

Le decisioni sui tre giovani si inseriscono dunque in un contesto segnato da due piani distinti: da un lato le misure cautelari stabilite dai giudici per gli episodi del 18 ottobre, dall’altro il rafforzamento dei presidi annunciato dal governo nelle aree ritenute più esposte ai disordini.

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