Milano, l’allarme della gip: i social possono amplificare la violenza
Dopo gli scontri in centro, Maria Idria Gurgo di Castelmenardo conferma il carcere per un 18enne e i domiciliari per un 21enne.
Gli scontri avvenuti domenica nel centro di Milano hanno portato la giudice per le indagini preliminari Maria Idria Gurgo di Castelmenardo a soffermarsi sul ruolo delle piattaforme sociali nella mobilitazione dei più giovani. Nel provvedimento con cui ha convalidato gli arresti, la gip ha valutato anche il possibile effetto di amplificazione delle condotte violente.
Al centro del procedimento ci sono due giovani fermati durante la devastazione di un negozio di abbigliamento sportivo in piazza Cairoli. Per il 18enne è stata confermata la custodia in carcere, mentre per il 21enne sono stati disposti gli arresti domiciliari.
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La gip mette sotto esame i social
Secondo la giudice, gli arrestati avrebbero mostrato di essere sensibili ai richiami diffusi attraverso i social media, capaci di spingere i giovani a partecipare a iniziative caratterizzate da una marcata componente violenta. La valutazione è contenuta nell’ordinanza relativa alle misure cautelari adottate dopo gli episodi di domenica.
Nel documento, Gurgo di Castelmenardo sottolinea che la concentrazione di gruppi numerosi di ragazzi e giovanissimi, sollecitati dalle reti sociali a prendere parte ad azioni di dissenso insurrezionale, può aggravare rapidamente la situazione. «Possono fungere da detonatore esponenziale di violenza», si legge nel provvedimento, che considera questo elemento anche per stabilire il livello di pericolosità degli indagati.
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Confermate le misure per due giovani
La decisione riguarda due persone arrestate mentre, secondo quanto riportato nel provvedimento, erano coinvolte nella devastazione dell’esercizio commerciale di piazza Cairoli. La convalida degli arresti ha quindi lasciato inalterato il quadro cautelare già applicato nei loro confronti.
Per il 18enne la gip ha mantenuto la detenzione in carcere. Il 21enne, invece, resterà ai domiciliari: misure diverse che la giudice ha confermato nel valutare i fatti contestati e il rischio collegato alla partecipazione a raduni giovanili capaci, secondo la sua analisi, di trasformarsi in episodi di violenza.
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