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Cronaca 2 min di lettura25 min fa

Voli nel Sud, carburante in bilico: gli aeroporti dove cresce l’allarme

I blocchi dei Tir rallentano le forniture di carburante per aerei e spingono compagnie e autorità a preparare rifornimenti alternativi in diversi scali meridionali.

Le proteste degli autotrasportatori contro il caro carburanti iniziano a creare problemi anche nei collegamenti aerei. In diversi aeroporti del Mezzogiorno le scorte di carburante per aerei risultano limitate e ai vettori viene chiesto di arrivare già riforniti dagli scali di partenza, così da ridurre la necessità di fare rifornimento durante il viaggio.

La compagnia Wizz Air ha già segnalato possibili conseguenze operative sui voli da e per l’Italia. Il vettore ha parlato di limitazioni che potrebbero modificare alcuni decolli e ha assicurato che i passeggeri interessati saranno contattati direttamente, con l’assistenza prevista in caso di variazioni.

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Calabria e Sicilia sotto osservazione

Gli avvisi diffusi da Enav indicano come aree più esposte soprattutto Calabria e Sicilia. A Crotone e Reggio Calabria sono state rilevate difficoltà nella disponibilità del carburante Jet A-1: per questo gli equipaggi devono organizzare il rifornimento nello scalo di partenza o in quello precedente, portando a bordo una quantità sufficiente per le tratte successive.

Le indicazioni contenute nei Notam del 21 ottobre restano valide almeno fino alla sera di sabato per Crotone e fino a domenica per Reggio Calabria. A Lamezia Terme, invece, non risultano al momento criticità. Sacal, la società che amministra i tre aeroporti calabresi, ha escluso conseguenze sulla programmazione: «Le procedure operative già attive consentono di mantenere regolari i voli previsti nei prossimi giorni».

Anche Catania è stata inserita tra gli scali per i quali Enav ha evidenziato una disponibilità ridotta. Alle compagnie viene quindi raccomandato di completare il rifornimento negli aeroporti di provenienza, in modo da limitare l’utilizzo delle riserve presenti nello scalo siciliano.


Napoli attende lo sblocco dei depositi

La situazione viene monitorata con attenzione anche in Campania, dove gli aeroporti di Napoli e Salerno stanno affrontando difficoltà nell’arrivo del carburante per gli aeromobili. Gesac, il gestore degli scali, ha ricevuto il primo avviso operativo da Enav il 20 ottobre, con l’invito alle compagnie a presentarsi con scorte adeguate.

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Per evitare che l’emergenza si aggravi, Gesac ha chiesto alla prefettura di facilitare il passaggio dei camion cisterna e di rendere accessibili i depositi di carburante napoletani, oggi ostacolati dai presidi dei manifestanti. La società ha inoltre sollecitato ogni intervento utile a impedire ripercussioni sull’operatività aeroportuale e sulla continuità del servizio pubblico.


Puglia in allerta preventiva

A Bari e Brindisi Aeroporti di Puglia ha emesso un avviso precauzionale rivolto alle compagnie e agli altri operatori del settore. L’obiettivo è informarli in anticipo di eventuali restrizioni legate alla disponibilità del carburante, qualora i blocchi dovessero proseguire.

Nei due scali pugliesi, tuttavia, non sono state finora registrate difficoltà concrete nelle forniture. Il quadro resta quindi preventivo, mentre in Calabria, Sicilia e Campania le compagnie sono già chiamate a pianificare con maggiore attenzione i rifornimenti.

La protesta degli autotrasportatori continua intanto a provocare disagi lungo la rete stradale meridionale. Code, merci ferme e accessi difficili ai depositi rischiano di ripercuotersi non solo sulla distribuzione dei prodotti, ma anche sulla regolarità dei collegamenti aerei se il rifornimento degli scali non tornerà a regime.

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