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Cronaca 4 min di lettura21 min fa

Blocchi dei camion, l’allarme dal Sud: città e aeroporti in difficoltà

Il Viminale ha identificato 1.339 persone e denunciato 71 manifestanti, mentre sindaci e imprese segnalano rischi per rifiuti, trasporti, approvvigionamenti e produzione

La protesta degli autotrasportatori continua a produrre effetti concreti in diverse aree del Mezzogiorno. Mentre il Viminale intensifica i controlli sui presidi stradali, aumentano le segnalazioni di difficoltà per la distribuzione delle merci, i servizi pubblici e le attività industriali. In Calabria, inoltre, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti senza carburante per gli aerei.

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Il Viminale passa ai controlli

Sono 1.339 le persone identificate finora dalle forze dell’ordine, 71 quelle denunciate e 242 i soggetti raggiunti da sanzioni amministrative. L’attività, concentrata soprattutto in Campania, riguarda i presidi ritenuti irregolari perché ostacolano la circolazione.

Nel Casertano le postazioni sulle autostrade sono state rimosse, mentre altre forme di protesta restano attive nelle aree industriali e nei pressi degli interporti. Vincenzo Parisi, esponente degli autotrasportatori, ha spiegato che i presidi di Caserta e Salerno-Mercato San Severino sono stati sgomberati per riaprire le autostrade, ma camion e trattori si sono trasferiti allo svincolo di Pontecagnano, lungo la Salerno-Reggio Calabria.

Durante la notte il ministero dell’Interno ha anche predisposto la scorta per numerosi mezzi diretti verso le aree interessate: soltanto in Campania sono stati accompagnati circa 500 veicoli, così da consentire le operazioni di carico e scarico. Il ministro Matteo Piantedosi ha inoltre riunito in videocollegamento prefetti e questori, chiedendo particolare attenzione al possibile coinvolgimento della criminalità organizzata.


Le città temono l’emergenza servizi

I sindaci di Bari e Napoli, Vito Leccese e Gaetano Manfredi, hanno chiesto di anticipare il confronto con il governo previsto per il 27 ottobre. A loro giudizio, il protrarsi dei blocchi rischia di compromettere la distribuzione degli alimenti, svuotare progressivamente gli scaffali e creare problemi alla raccolta dei rifiuti e al trasporto pubblico extraurbano.

I due primi cittadini riconoscono le difficoltà economiche denunciate dagli autotrasportatori, ma avvertono che il costo della protesta non può ricadere sulle comunità. La richiesta rivolta a tutte le istituzioni è di accelerare il negoziato e assicurare la ripresa della circolazione delle merci prima che l’emergenza diventi più ampia.

Anche il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato l’avvio dell’erogazione dei fondi destinati al settore, seguito da un decreto-legge con le ulteriori misure concordate. Rixi ha sollecitato la fine dei blocchi, citando i disagi per ospedali e supermercati e il timore che possano inserirsi gruppi estranei al mondo dell’autotrasporto.

Il ministro Adolfo Urso aveva già riferito alla Camera che impedire il passaggio dei soli camion, consentendo invece quello delle automobili, può configurare comunque un blocco stradale con conseguenze penali. Secondo il ministro, le associazioni degli autotrasportatori hanno chiesto la rimozione dei presidi dopo la riapertura del dialogo con il governo.

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Imprese e aeroporti sotto pressione

Le associazioni industriali di Napoli, delle altre province campane e di Confindustria Bari e Barletta-Andria-Trani descrivono una situazione produttiva prossima alla paralisi. La mancanza di materie prime sta rallentando le lavorazioni, mentre diventa più difficile consegnare i prodotti finiti; gli industriali chiedono quindi la cessazione dei blocchi per evitare conseguenze ormai giudicate non sostenibili.

Il rischio riguarda anche la Calabria. Rocco Colacchio, presidente di Confindustria Vibo Valentia, ha dichiarato: «Fra 24 e 48 ore molte aziende saranno costrette a chiudere la produzione». Tra le realtà indicate figurano Callipo, Caffo, Monardo e l’azienda ortofrutticola Santa Croce della Cipolla, con attività ferme e difficoltà nella gestione dei dipendenti e dei turni.

Secondo una comunicazione ufficiale dell’Enav, gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria non dispongono al momento di carburante per gli aeromobili. Ai piloti viene chiesto di organizzare il rifornimento nello scalo di partenza o in quello precedente, in quantità sufficiente per le tratte successive; a Lamezia Terme, invece, le operazioni proseguono senza anomalie.


Code sulle autostrade e scaffali vuoti

I presidi presenti in Calabria stanno ostacolando anche la distribuzione dei prodotti alimentari. Nei supermercati vengono segnalate carenze per beni deperibili come carne, frutta, latte fresco e acqua minerale, mentre diverse imprese lamentano difficoltà nel ricevere le forniture necessarie.

Fedralog ha comunicato che l’astensione proseguirà fino al 27 ottobre, quando il ministro Matteo Salvini dovrebbe indicare le soluzioni e gli impegni per il comparto. Nel frattempo, in Campania si registrano code e rallentamenti sulle principali autostrade, con disagi segnalati anche lungo la A1 e la A30.

Antonio Tajani ha ribadito che le richieste degli autotrasportatori devono trovare ascolto, ma non possono trasformarsi in un danno per produttori e consumatori. Il ministero dell’Interno, intanto, mantiene alta l’attenzione sui presidi ancora attivi e sulle possibili conseguenze per la sicurezza e la continuità dei servizi.

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