930notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura38 min fa

Decreto sicurezza, l’allarme dei penalisti: diritti a rischio

Francesco Petrelli contesta l’efficacia delle nuove misure e denuncia un possibile aggiramento dell’iter parlamentare sulle norme riguardanti i minori.

Il presidente delle Camere Penali Francesco Petrelli contesta il percorso seguito per il nuovo decreto legge sulla sicurezza. A suo giudizio, alcune disposizioni controverse, comprese quelle sull’imputabilità dei minori, erano già oggetto di esame in Parlamento: intervenire con decretazione rappresenterebbe quindi uno sviamento del normale procedimento legislativo.

Offerta del giorno21 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 71 giorni
*********


Nel mirino anche il metodo legislativo

Petrelli osserva che il ricorso al decreto riguarda materie già sottoposte alla valutazione parlamentare. Tra queste indica proprio la disciplina dell’imputabilità dei minori, tema che il provvedimento torna a modificare attraverso una scelta ritenuta problematica.

Secondo il presidente delle Camere Penali, non sarebbe in discussione soltanto il contenuto delle singole norme. La critica investe anche il modo con cui il governo ha scelto di introdurle, bypassando di fatto un confronto parlamentare ancora in corso.


Penalisti: più pene, poche risposte

Sul piano degli effetti, Petrelli sostiene che l’inasprimento della risposta penale non offra soluzioni concrete ai fenomeni indicati dal decreto. «L’intervento non riesce a dare risposte efficaci ai fenomeni che intende contrastare», afferma, sottolineando come la maggiore severità non coincida necessariamente con una strategia efficace.

La valutazione riguarda anche il trattamento della devianza minorile. Il presidente delle Camere Penali parla di un aumento della criminalizzazione dei minori e ritiene che il nuovo pacchetto dimostri l’inadeguatezza dell’innalzamento del livello repressivo, invece di risolvere i problemi che dichiara di voler affrontare.


Diritti e proporzionalità sotto pressione

Petrelli denuncia inoltre un possibile arretramento sul terreno delle garanzie individuali. A suo parere, il decreto introduce «un ulteriore strappo alle garanzie e ai diritti della persona», mettendo in discussione anche i principi costituzionali di proporzionalità e determinatezza.

La posizione dei penalisti è dunque netta: le misure, pur puntando a contrastare fenomeni di sicurezza e devianza, non produrrebbero una risposta adeguata e rischierebbero invece di comprimere tutele fondamentali. Nel giudizio di Petrelli, il provvedimento finirebbe così per confermare l’inutilità di una strategia fondata soprattutto sulla repressione.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere