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Cronaca 1 min di lettura49 min fa

Un bicchiere al giorno? Garattini: il rischio cancro non sparisce

Il fondatore dell’Istituto Mario Negri invita a superare l’idea che piccole quantità di alcol siano sempre sicure e chiede avvertenze più chiare sulle bottiglie.

Il consumo moderato di alcol non può essere considerato automaticamente innocuo. È questo il punto su cui Silvio Garattini richiama l’attenzione: anche quantità ridotte possono mantenere un margine di rischio legato allo sviluppo di tumori, perché la cancerogenicità dell’alcol è riconosciuta dalla comunità scientifica.

Secondo il ricercatore, diminuire ciò che si beve non significa azzerare le possibili conseguenze sulla salute. La consapevolezza, quindi, dovrebbe accompagnare ogni scelta, soprattutto quando il cosiddetto bicchiere quotidiano viene percepito come un’abitudine priva di effetti rilevanti.

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Sulle bottiglie manca un messaggio chiaro

Garattini, fondatore e presidente dell’Istituto Mario Negri, osserva che la comunicazione sul pericolo dell’alcol è molto meno diretta rispetto a quella riservata al tabacco. Sui pacchetti di sigarette le avvertenze sanitarie sono evidenti, mentre sulle bottiglie spesso non compaiono indicazioni altrettanto visibili sui danni possibili.

Come esempio di maggiore attenzione al consumatore viene indicata la Nuova Zelanda, dove le confezioni di vino riportano messaggi dedicati agli effetti negativi dell’alcol. Per il medico, informazioni più immediate potrebbero aiutare a ridimensionare la convinzione che bere con moderazione equivalga necessariamente a non correre rischi.


Gradazione e abitudini pesano

A fare la differenza è anche la concentrazione di alcol nelle diverse bevande. La birra si colloca generalmente tra il 4 e il 5%, il vino intorno al 12-15%, mentre i liquori possono arrivare a circa il 40%: quantità e gradazione contribuiscono dunque a definire l’esposizione complessiva.

Il tema, però, non riguarda soltanto i numeri. Bere è legato a tradizioni, consuetudini sociali e momenti di convivialità; durante una cena tra amici, anche eccedere può essere considerato una semplice eccezione. Proprio questa normalizzazione, secondo Garattini, rischia di far passare in secondo piano gli effetti sulla salute e rende indispensabile informare meglio i cittadini.

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