Camion fermi, il Sud rischia il collasso: scattano le identificazioni
Il governo annuncia i primi fondi per il settore e chiede la fine dei presidi, mentre aziende, aeroporti e autostrade subiscono già pesanti conseguenze.
Il blocco degli autotrasportatori sta iniziando a compromettere rifornimenti, produzione e trasporti nel Mezzogiorno. A Crotone e Reggio Calabria manca il carburante per gli aerei, in Campania si formano code sulle autostrade e diverse imprese segnalano il rischio di fermare gli impianti entro poche ore.
La risposta del governo si è fatta più netta: il Viminale sta identificando i camionisti presenti ai presidi per procedere, se necessario, alla loro rimozione. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha riferito alla Camera che anche il transito vietato ai soli mezzi pesanti può configurare un blocco stradale, con possibili conseguenze penali.
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Produzione e rifornimenti sono al limite
In Calabria i supermercati cominciano a risentire dell’interruzione dei trasporti: dagli scaffali mancano prodotti freschi e deperibili, tra cui carne, frutta, latte e acqua minerale. Le aziende, invece, denunciano difficoltà sia nell’arrivo delle materie prime sia nella distribuzione delle merci già lavorate.
A Vibo Valentia, il presidente di Confindustria Rocco Colacchio ha avvertito che alcune imprese potrebbero arrestare l’attività entro 24-48 ore. Secondo quanto riferito, realtà note come Callipo, Caffo, Monardo e Santa Croce della Cipolla hanno già la produzione ferma e non riescono a organizzare turni e personale.
Una situazione analoga riguarda la Gias di Mongrassano, nel Cosentino, azienda alimentare specializzata nei surgelati con oltre 70 milioni di euro di fatturato e 400 dipendenti tra stabili e stagionali. La presidente e amministratrice delegata Gloria Tenuta ha spiegato: «Se domani la situazione non si sblocca ci fermiamo». L’interruzione potrebbe lasciare a casa tra 200 e 300 lavoratori.
Anche le organizzazioni industriali di Napoli, delle altre quattro province campane e di Bari-Barletta-Andria-Trani chiedono la rimozione dei blocchi. In una nota hanno segnalato il rischio di paralisi produttiva e di ripercussioni sui servizi pubblici essenziali, invitando tutti gli interlocutori ad assumersi le proprie responsabilità.
Il governo annuncia fondi e controlli
Il viceministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Edoardo Rixi ha annunciato l’erogazione dei primi sostegni già nella giornata odierna. Le misure promesse alla categoria saranno poi raccolte in un decreto-legge, mentre Matteo Salvini ha riferito che sono arrivate 32mila richieste per i 480 milioni di euro destinati agli autotrasportatori e che sono stati sbloccati finanziamenti complessivi superiori a un miliardo.
Rixi ha chiesto la conclusione dei presidi, richiamando i problemi creati alla popolazione e alla consegna di beni destinati a ospedali e supermercati. Il viceministro ha inoltre espresso il timore che nelle proteste possano inserirsi gruppi organizzati estranei al mondo dell’autotrasporto, ribadendo che le norme devono essere rispettate.
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Urso ha ricordato che le associazioni del settore hanno valutato positivamente gli interventi decisi dal governo e hanno formalmente sollecitato la rimozione dei blocchi rimasti. Lo stesso appello è stato rivolto dalle rappresentanze industriali del Sud e dalle associazioni dei consumatori.
Le organizzazioni iscritte all’Albo degli autotrasportatori, dopo il confronto con Salvini a Milano, hanno domandato un’azione immediata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Anita, Cna-Fita, Confartigianato Trasporti, Fai, Fedit, Fiap, Sna-Casartigiani, Confcooperative Lavoro e Servizi, Legacoop Produzione e Servizi, Unatras e Assotir ritengono non più sostenibile la prosecuzione dei blocchi dopo la riapertura del dialogo con l’esecutivo.
Strade, aeroporti e porti sotto pressione
L’assenza di carburante ha costretto gli aeroporti di Crotone e Reggio Calabria a inserire un avviso operativo per piloti e compagnie. Gli equipaggi devono quindi programmare il rifornimento nello scalo di partenza o in quello precedente, così da avere carburante sufficiente per le tratte successive. A Lamezia Terme, invece, l’attività procede senza criticità.
In Campania, intorno alle 10.30, si registravano quattro chilometri di coda sull’A1 tra Caserta Nord e l’innesto con l’A30 verso Napoli. Altri due chilometri interessavano il tratto tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord in direzione Roma, mentre sull’A30 il rallentamento, sempre di due chilometri, era compreso tra Maddaloni e il collegamento con l’A1 verso Caserta.
A Campobasso un corteo formato da camion e trattori, partito dalla zona industriale di Campochiaro, è entrato in città da Porta Napoli poco prima delle 10, accompagnato dalle forze dell’ordine. La manifestazione, intitolata «Insieme per il nostro futuro», ha provocato rallentamenti nel traffico urbano.
In Sicilia è stato rimosso il presidio di via Oreto, a Palermo, presso l’accesso all’autostrada. Rimane invece una ventina di tir davanti all’ingresso del porto, al molo Santa Lucia. Altri punti di protesta sono segnalati a Tremestieri, nella zona sud di Messina, e al casello di San Gregorio, lungo l’accesso alla A18 Catania-Messina.
Fedralog ha comunicato che la mobilitazione proseguirà fino al 27 ottobre, data entro la quale il ministro Salvini dovrebbe indicare le soluzioni e gli impegni per il comparto. Il vicepremier Antonio Tajani ha riconosciuto le ragioni delle richieste degli autotrasportatori, ma ha avvertito che le manifestazioni non possono trasformarsi in un danno per produttori e consumatori.
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