737notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 1 min di lettura22 min fa

Shalabayeva, nuova svolta in Cassazione: il processo riparte per cinque

La Suprema Corte ha chiesto un nuovo giudizio per gli imputati: resta contestato il sequestro della figlia, mentre quello della madre è prescritto

Il procedimento sul caso Shalabayeva dovrà tornare davanti ai giudici d’appello per la terza volta. La Cassazione ha disposto un nuovo esame per i cinque poliziotti coinvolti nella vicenda, dopo che per tutti è stata dichiarata la prescrizione dell’accusa relativa al sequestro di Alma Shalabayeva.

La contestazione ancora aperta riguarda invece la figlia della donna. Tra gli imputati figurano Renato Cortese, all’epoca dirigente della Squadra Mobile di Roma, e Maurizio Improta, che guidava l’Ufficio Immigrazione.

Offerta del giorno22 ottobre

Rowenta

-20% sulle aspirapolveri da Rowenta

Scade tra 70 giorni
********


Il punto ancora da chiarire

Nel precedente giudizio d’appello, celebrato a Firenze, i cinque erano stati condannati a quattro anni. Ora la Suprema Corte ha stabilito che la vicenda debba essere rivalutata, ma con indicazioni diverse a seconda del ruolo attribuito ai singoli funzionari.

Il nuovo processo non riguarderà dunque ogni aspetto della vicenda allo stesso modo. Per alcuni imputati il confronto si concentrerà sull’accusa legata alla minore; per altri, invece, il tema sarà quello delle circostanze attenuanti generiche.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Accuse diverse per i cinque

Durante la requisitoria, il procuratore generale Alessandro Cimmino aveva chiesto un ulteriore passaggio in appello distinguendo la condotta degli allora responsabili della Squadra Mobile da quella dei funzionari dell’Immigrazione. Per Cortese, Luca Armeni e Francesco Stampacchia, la richiesta riguardava esclusivamente il sequestro della figlia di Alma Shalabayeva.

Secondo il procuratore generale, in relazione a quei tre imputati non sarebbe dimostrato l’elemento intenzionale e non sarebbe quindi configurabile il concorso nel reato. Per Improta e Vincenzo Tramma, invece, la tesi accusatoria considera presente il dolo connesso al sequestro della minore: il nuovo giudizio dovrà limitarsi alla valutazione delle attenuanti generiche.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere