Riparazioni, la svolta è legge: cosa cambia per chi compra
Nuove responsabilità per i produttori e più garanzie per i clienti: l’obiettivo è ridurre i 35 milioni di tonnellate di rifiuti generati ogni anno in Europa.
Il nuovo sistema punta a ridurre un enorme spreco: ogni anno, in Europa, circa 35 milioni di tonnellate di rifiuti derivano da prodotti che potrebbero ancora essere aggiustati. «Sono novità molto importanti per consumatori, ambiente e produttori», ha commentato Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, sottolineando il peso sociale ed ecologico dello smaltimento prematuro.
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Una piattaforma per trovare assistenza
Entro il 31 luglio 2027 dovrebbe essere disponibile una piattaforma digitale europea dedicata alle riparazioni. Il servizio permetterà di individuare tecnici e operatori specializzati, oltre ai rivenditori di beni ricondizionati.
La misura si inserisce nel recepimento italiano della direttiva Ue 2024/1799, nata per favorire una maggiore durata dei beni, limitare l’obsolescenza programmata e ridurre la quantità di apparecchi ancora recuperabili destinati ai rifiuti.
Produttori chiamati a intervenire
Per lavatrici, aspirapolvere, telefoni cellulari e altri beni riparabili, il fabbricante dovrà garantire l’intervento anche quando la garanzia legale è già scaduta. Il lavoro dovrà essere gratuito oppure proposto a un costo ragionevole, con tempi compatibili con la natura del guasto.
Prima di procedere, il tecnico dovrà consegnare al cliente un modulo europeo con indicazioni su attività previste, durata, prezzo e possibile disponibilità di un apparecchio sostitutivo. Le condizioni riportate resteranno valide per 30 giorni. Se il produttore si trova fuori dall’Unione europea, la responsabilità passerà al rappresentante autorizzato presente nell’Ue o all’importatore.
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Garanzia più lunga dopo l’intervento
Le aziende dovranno inoltre assicurare la disponibilità di ricambi e strumenti a condizioni economiche tali da non rendere sconveniente l’aggiustamento. Quando il bene non potrà essere recuperato, il fabbricante potrà proporre un prodotto ricondizionato.
Per gli articoli ancora coperti dalla garanzia, il consumatore conserverà la possibilità di scegliere tra sostituzione e riparazione. Optando per il secondo intervento, il periodo di responsabilità del venditore aumenterà di 12 mesi a partire dalla restituzione del prodotto riparato.
Le disposizioni, applicabili anche agli acquisti effettuati dal 31 luglio 2026, segnano l’avvio operativo del cosiddetto diritto alla riparazione e trasferiscono sui produttori nuovi obblighi destinati a contrastare la sostituzione anticipata dei beni.
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