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Cronaca 1 min di lettura6 min fa

Caso Shalabayeva, cinque poliziotti tornano davanti ai giudici

La Cassazione ha ordinato un nuovo giudizio per le accuse legate al sequestro della figlia di Alma Shalabayeva, mentre per la madre è intervenuta la prescrizione.

Il procedimento sul caso Shalabayeva dovrà tornare davanti alla Corte d’appello per la terza volta. La Cassazione ha disposto un nuovo esame per i cinque poliziotti coinvolti, con responsabilità da valutare in modo diverso a seconda dei ruoli ricoperti all’epoca dei fatti.

Tra gli imputati figurano Renato Cortese, allora alla guida della Squadra Mobile di Roma, e Maurizio Improta, che dirigeva l’Ufficio Immigrazione. In appello bis, a Firenze, i cinque erano stati condannati a quattro anni.

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Accuse diverse per i cinque imputati

Per Cortese, Luca Armeni e Francesco Stampacchia il nuovo processo dovrà concentrarsi esclusivamente sull’accusa relativa al sequestro della figlia di Alma Shalabayeva. Il procuratore generale Alessandro Cimmino aveva sostenuto che non fosse dimostrata la presenza del dolo e aveva escluso la configurabilità del concorso nel reato.

Una valutazione differente riguarda invece Maurizio Improta e Vincenzo Tramma, entrambi appartenenti all’area dell’Immigrazione. Nei loro confronti, la richiesta di un ulteriore passaggio in appello riguardava soltanto il riconoscimento delle attenuanti generiche, mentre il dolo collegato al sequestro della minore veniva considerato sussistente.

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Il nuovo passaggio davanti alla Corte

La decisione della Cassazione recepisce quindi la necessità di un ulteriore giudizio, ma con ambiti diversi per i cinque imputati. Il collegio d’appello dovrà riesaminare da un lato la contestazione principale per i tre esponenti della Squadra Mobile e, dall’altro, il trattamento sanzionatorio per i due funzionari dell’Ufficio Immigrazione.

Per il sequestro di Alma Shalabayeva, invece, nei confronti di tutti è stata riconosciuta l’intervenuta prescrizione. Il nuovo procedimento riguarderà dunque la posizione della figlia e, per Improta e Tramma, anche la questione relativa alle attenuanti generiche.

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