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Cronaca 1 min di lettura14 min fa

Shalabayeva, il caso non è chiuso: cinque poliziotti tornano in appello

La Suprema Corte ha ordinato un nuovo giudizio per gli imputati, già condannati nel processo d’appello bis per la vicenda legata alla figlia di Alma Shalabayeva.

La vicenda giudiziaria che coinvolge cinque poliziotti non è ancora arrivata a una conclusione definitiva. La Cassazione ha infatti stabilito che il procedimento dovrà essere esaminato una terza volta in appello.

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Il processo riparte per cinque imputati

Tra gli accusati figurano Renato Cortese, già responsabile della Squadra mobile di Roma, e Maurizio Improta, all’epoca dirigente dell’Ufficio immigrazione. Il procedimento riguarda il presunto sequestro della figlia di Alma Shalabayeva.

La decisione della Suprema Corte riapre così la fase di merito nei confronti di tutti e cinque gli appartenenti alla polizia. Nel precedente appello bis, celebrato a Firenze, erano state inflitte condanne pari a 4 anni.

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Prescrizione riconosciuta per la madre

Sul diverso capo relativo al sequestro di Alma Shalabayeva, invece, per tutti gli imputati è stata riconosciuta la prescrizione. Questo esito non ha chiuso l’intero procedimento, che resta aperto per l’accusa riguardante la figlia.

Il nuovo passaggio davanti ai giudici d’appello dovrà quindi concentrarsi sulle responsabilità contestate per quest’ultimo episodio. La Cassazione ha disposto il terzo giudizio senza modificare il dato già maturato sulla prescrizione relativa alla madre.

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