Pechino, caos in semifinale: Djokovic avanza e Medvedev paga carissimo
Un colpo involontario verso gli spalti ferma la sfida sul più bello: il russo viene espulso, mentre Djokovic conquista l’accesso all’ultimo atto del torneo.
Novak Djokovic approda all’atto conclusivo del torneo di Pechino, ma la semifinale contro Daniil Medvedev si chiude prima del termine e in circostanze inattese. Il russo ha mandato una pallina verso gli spalti, colpendo accidentalmente un sostenitore a un occhio: dopo l’intervento dei soccorsi, è arrivata la squalifica.
Djokovic aspetta De Minaur
Al momento dell’interruzione, il serbo era avanti 7-5, 5-3 e 15-15 nel nono gioco del secondo set. Il risultato gli consente di giocarsi il titolo martedì 6 ottobre contro l’australiano Alex De Minaur.
Per Djokovic c’è anche la possibilità di conquistare per la settima volta in carriera il China Open. L’accesso alla finale arriva dunque senza la conclusione regolare del confronto, deciso dal provvedimento del giudice di sedia e del supervisore della manifestazione.
Il gesto costa caro al russo
La pallina scagliata da Medvedev ha raggiunto un tifoso all’altezza dell’occhio. Lo spettatore è stato assistito immediatamente e ha poi lasciato l’arena; l’episodio, ritenuto involontario, ha comunque portato all’estromissione del giocatore russo.
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La decisione comporta la perdita di 200 punti Atp, assegnati con l’aggiornamento della classifica, oltre a un premio di circa 195000 euro. Medvedev ha inoltre manifestato l’intenzione di contattare il tifoso per sincerarsi delle sue condizioni e porgergli le proprie scuse: «Mi dispiace terribilmente per lo spettatore. Sto cercando di mettermi in contatto con lui, se lo desidera».
Medvedev: nessuna rabbia
Il tennista moscovita ha chiarito che il movimento non è nato dalla rabbia. La pallina stava tornando verso di lui e, nel tentativo di rimandarla in campo, l’ha colpita senza imprimere particolare forza, finendo però per centrare lo spettatore.
Medvedev ha detto di essersi sentito molto male dopo aver capito cosa fosse accaduto. Secondo la sua ricostruzione, non c’era né intenzione di colpire qualcuno né una reazione aggressiva: la sua preoccupazione principale resta lo stato di salute del tifoso e la possibilità di incontrarlo personalmente.
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