Ovuli congelati, la svolta delle Regioni: fino a 3.000 euro di aiuto
Dopo la Puglia, anche la Toscana entra nel fronte del social freezing con un contributo destinato alle donne tra 25 e 39 anni che rispettano un tetto Isee.
La Toscana ha deciso di mettere risorse pubbliche sul social freezing, seguendo una strada che ora accomuna più amministrazioni regionali. Il sostegno economico arriva fino a 3.000 euro e riguarda le donne tra 25 e 39 anni che non hanno diagnosi di patologie e vogliono rimandare una gravidanza.
La misura, approvata ieri, si rivolge a chi presenta un Isee sotto i 30 mila euro. Con questa scelta, la Regione si aggiunge a un gruppo di enti locali che hanno anticipato il livello nazionale, dove finora non è arrivato un intervento analogo.
Toscana, contributo per chi rinvia la maternità
Nel pacchetto approvato dalla giunta regionale rientra il finanziamento del congelamento degli ovuli per il cosiddetto social freezing. Il contributo non è generalizzato: resta legato a requisiti anagrafici, reddituali e sanitari ben precisi.
L’intervento riguarda infatti donne fra i 25 e i 39 anni, con Isee inferiore a 30 mila euro e senza problemi di salute. L’importo massimo previsto è di 3.000 euro.
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Il fronte regionale si allarga
La Toscana non è la prima a muoversi su questo terreno. Prima di lei era stata la Puglia ad attivare un sostegno simile, e adesso il modello sta trovando altre adesioni.
Resta invece fermo il quadro nazionale, dove una misura comune non è ancora stata approvata. Nel frattempo, sono le Regioni a coprire il vuoto con iniziative autonome, mentre a livello politico continuano i tentativi per arrivare a una soluzione condivisa.
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