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Cronaca 3 min di lettura1 ora fa

Ordine pubblico, il governo valuta la stretta: nel mirino anche i minori

A Palazzo Chigi si discutono nuove risposte ai disordini di Milano, mentre la maggioranza propone norme più severe e Renzi chiede responsabilità politiche.

Il punto più delicato del vertice convocato da Giorgia Meloni riguarda il possibile intervento sui minorenni coinvolti nelle violenze di piazza. Il governo sta esaminando nuove misure per contrastare i disordini, ma al momento non risultano bozze di decreto già pronte.

La riunione è in corso a Palazzo Chigi e coinvolge i vertici delle forze dell’ordine, dell’intelligence e i principali esponenti dell’esecutivo. L’obiettivo è valutare quanto accaduto nelle strade di Milano, esaminare le informazioni raccolte dagli apparati di sicurezza e individuare strumenti aggiuntivi contro chi trasforma manifestazioni legittime in episodi di violenza.

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Stretta sui minori ancora da definire

Tra le ipotesi circolate nella maggioranza c’è un provvedimento ispirato al decreto Caivano, con un’attenzione specifica ai ragazzi coinvolti nei disordini. Ogni iniziativa su questo terreno richiederebbe comunque un confronto con il Quirinale.

Matteo Salvini spinge per trasferire in un decreto alcune disposizioni già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza, approvato dal governo a metà luglio e ora all’esame del Senato. Il testo prevede, tra l’altro, l’estensione del fermo preventivo ai minorenni, l’arresto differito e nuove sanzioni per i danneggiamenti commessi da gruppi.

Il leader della Lega punta inoltre sulla procedibilità d’ufficio per le lesioni ai danni di pubblici ufficiali, su pene fino a 5 anni e multe fino a 15mila euro per i danneggiamenti collettivi. Tra le altre proposte figurano limiti di aggregazione per chi partecipa a violenze organizzate, maggiore operatività per le forze dell’ordine, l’uso di idranti e taser, una cauzione a carico degli organizzatori dei cortei e il rafforzamento di Strade sicure.


La maggioranza cerca una risposta comune

Forza Italia ha chiesto di valutare un Consiglio dei ministri a Milano, interpretandolo come un segnale di vicinanza alle persone e agli esercenti colpiti. Il partito guidato da Antonio Tajani sollecita anche più personale per la sicurezza e norme che rendano più semplice procedere nei confronti dei minori tra 14 e 17 anni, soprattutto nei casi di devastazione e saccheggio.

Fratelli d’Italia, invece, propone di rilanciare una proposta di legge nata dopo i disordini No Tav in Val Susa. L’obiettivo sarebbe applicare il reato di associazione a delinquere anche a gruppi che, occasionalmente o attraverso la rete, si organizzano per trasformare i cortei in guerriglia urbana.

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Le fonti dell’esecutivo precisano che non è ancora previsto l’esame formale di un decreto. Tuttavia, se la scelta dovesse ricadere su un provvedimento urgente, il testo potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri atteso venerdì. Nel centrodestra sarebbero emerse anche perplessità sulla gestione delle piazze a Milano, mentre alcuni parlamentari avrebbero osservato che la crisi potrebbe produrre effetti positivi nei sondaggi.


Renzi attacca Meloni e Piantedosi

Matteo Renzi ha contestato la risposta del governo, distinguendo le violenze milanesi dalle proteste legate al costo della vita registrate in altre zone del Paese. Secondo il leader di Italia Viva, gli episodi con aggressioni alle forze dell’ordine, vetrine infrante e negozi danneggiati rappresentano delinquenza e non una conseguenza del disagio economico.

«Il compito del Viminale è garantire legge e ordine», ha scritto Renzi nella sua enews, accusando la presidente del Consiglio e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di non aver impedito le violenze e di aver scaricato sulle opposizioni le responsabilità del governo. A suo giudizio, prima di approvare nuove norme occorrerebbe applicare quelle esistenti: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo».

L’ex presidente del Consiglio ha poi richiamato l’emergenza sociale legata a inflazione, carburanti e mutui. A suo avviso, le proteste economiche del Sud hanno natura diversa dai disordini di Milano, ma mostrano comunque una situazione difficile per il ceto medio che l’esecutivo, secondo Renzi, non starebbe affrontando adeguatamente.


Il vertice e i prossimi passaggi

Al tavolo con Meloni partecipano, in presenza o da remoto, Salvini, Tajani, Piantedosi, Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Sono presenti anche i comandanti di Polizia, Carabinieri e Guardia di finanza, insieme ai responsabili dell’intelligence.

La riunione sull’ordine pubblico si colloca nella stessa giornata del confronto sulla manovra, previsto con i leader della maggioranza e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Salvini dovrebbe illustrare domani a Milano la propria proposta sulla cosiddetta norma contro i “maranza” e chiedere anche restrizioni sulla cittadinanza per chi commette reati gravi.

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