Minori violenti, il governo valuta il giro di vite: cosa cambia
Dopo i disordini di Milano, l’esecutivo prende in esame nuove misure di sicurezza che potrebbero riguardare anche gli under 14.
L’ipotesi di intervenire anche sui giovanissimi è al centro delle valutazioni del governo dopo i disordini di Milano. Sul tavolo ci sono strumenti più severi, dal fermo preventivo all’arresto in flagranza differita, con l’obiettivo di contrastare episodi di violenza e caos nelle piazze.
La questione è stata affrontata durante un vertice straordinario convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. L’incontro è servito a esaminare la situazione dell’ordine pubblico e le informazioni raccolte dagli apparati di sicurezza su un fenomeno ancora in fase di analisi, che coinvolgerebbe anche minori di 14 anni.
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Le misure finite sotto esame
Tra le proposte considerate dall’esecutivo figura l’estensione ai minorenni dell’arresto in flagranza differita, una procedura già prevista dall’ordinamento in determinati casi. In valutazione c’è anche la possibilità di introdurre il fermo preventivo per i giovani ritenuti coinvolti in situazioni a rischio.
L’intervento potrebbe prendere la forma di un nuovo decreto, con l’obiettivo di rendere più rapido il percorso legislativo. Un altro capitolo riguarda le regole sulla responsabilità dei ragazzi tra 14 e 17 anni: alcune ipotesi puntano a rendere più semplice l’imputazione, mentre nel dibattito è emersa anche la possibilità di abbassare l’attuale soglia anagrafica.
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Meloni: contrastare violenza e disordini
Il vertice si è concentrato soprattutto sui fatti avvenuti a Milano, ma il confronto ha riguardato più in generale i disordini di piazza. Le relazioni dei servizi dovrebbero contribuire a definire meglio caratteristiche e dimensioni del fenomeno, descritto come nuovo e ancora non completamente compreso.
Al termine della riunione, Meloni ha indicato la direzione dell’esecutivo: «Valutiamo nuove misure contro chi semina violenza e caos». La presidente del Consiglio ha quindi confermato che la sicurezza resta una priorità e che il governo sta studiando un’ulteriore stretta, compresa quella rivolta ai minorenni.
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