Dopo la guerriglia a Milano, il nodo sono i minori: cosa valuta il governo
Giorgia Meloni riunisce ministri, forze dell’ordine e servizi segreti per esaminare i disordini e le possibili nuove misure sulla sicurezza
Il coinvolgimento di numerosi ragazzi negli episodi di violenza esplosi tra il Duomo e Cordusio è diventato il principale punto di attenzione per il governo. Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi una riunione sull’ordine pubblico, mentre nella maggioranza prende forma l’ipotesi di intervenire ancora sulle norme applicabili ai minorenni.
La premier ha assunto la decisione dopo alcuni colloqui con Matteo Salvini e Antonio Tajani, dai quali è emersa una forte apprensione per l’evoluzione delle proteste e dei saccheggi. Sul tavolo finiranno le informazioni raccolte dai servizi segreti, la gestione delle piazze e l’eventuale necessità di un provvedimento urgente.
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Il governo cerca una risposta sui minori
Nel centrodestra circola l’idea di un intervento ispirato al decreto Caivano, anche se a Palazzo Chigi non sarebbero ancora disponibili testi pronti per l’esame. Le valutazioni sono in corso e, qualora si optasse per una misura d’urgenza, il provvedimento potrebbe essere inserito nell’ordine del giorno del Consiglio dei ministri atteso venerdì.
Forza Italia ha avanzato anche la proposta di riunire il Consiglio dei ministri direttamente a Milano, così da manifestare la presenza delle istituzioni e la solidarietà verso cittadini e commercianti colpiti. L’ipotesi, tuttavia, deve ancora essere approfondita dai vertici dell’esecutivo.
A febbraio, dopo gli scontri legati al corteo per Askatasuna, era già stato introdotto il fermo preventivo. Le opposizioni ne contestano l’efficacia, mentre Salvini punta ad applicarlo anche ai minori attraverso il disegno di legge sulla sicurezza all’esame del Senato.
Salvini rilancia il pacchetto sicurezza
Il testo prevede, tra gli altri punti, la procedibilità d’ufficio per le lesioni ai danni di un pubblico ufficiale e pene fino a 5 anni di carcere, oltre a una multa massima di 15mila euro, per i danneggiamenti commessi da gruppi. Il leader della Lega propone inoltre limitazioni alle aggregazioni dei responsabili di violenze collettive e l’arresto differito per il nuovo reato di danneggiamento di gruppo.
In visita a Milano, Salvini dovrebbe insistere sulla cosiddetta "norma anti-maranza" e su criteri più rigidi per la cittadinanza nei confronti di chi si rende responsabile di reati gravi. Tra le sue richieste figurano anche più margini operativi per le forze dell’ordine, l’impiego degli idranti e del taser, una cauzione a carico degli organizzatori delle manifestazioni e il rafforzamento di Strade sicure.
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Fratelli d’Italia chiede invece alle opposizioni di sostenere una proposta nata dopo i disordini No Tav in Val Susa. L’obiettivo è estendere il reato di associazione a delinquere a chi si organizza, anche occasionalmente o attraverso la rete, per trasformare i cortei in episodi di guerriglia urbana.
Tajani chiede più uomini e controlli
Anche Forza Italia ha affrontato il tema in una riunione guidata da Antonio Tajani. Nel partito si teme che le violenze possano propagarsi e si sollecitano più agenti, un rafforzamento di Strade sicure e strumenti normativi più incisivi per intervenire quando sono coinvolti minorenni.
Gli azzurri chiedono in particolare di accelerare l’iter delle norme che renderebbero più semplice perseguire i ragazzi tra 14 e 17 anni, soprattutto nei casi di devastazione e saccheggio. Tajani e il suo partito ritengono inoltre necessario consentire alle forze dell’ordine di procedere con maggiore rapidità anche nei confronti dei minori responsabili di gravi disordini.
La riunione di Palazzo Chigi dovrebbe svolgersi prima o dopo l’incontro sulla legge di bilancio, fissato intorno alle 12.30 di lunedì 19 ottobre. Potrebbero partecipare in presenza o da remoto i vertici dei servizi e delle forze dell’ordine, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, quello della Difesa Guido Crosetto e i due vicepresidenti del Consiglio.
Piantedosi ha già riunito il capo della Polizia e i principali dirigenti del Viminale per esaminare quanto accaduto a Milano. Nei palazzi del governo, intanto, sarebbero emersi malumori sulla gestione dell’ordine pubblico nel capoluogo lombardo, ma al momento non è stata prevista la discussione formale di alcuna bozza di decreto.
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