Milano, il governo valuta una stretta: nel mirino i minori
Meloni riunisce i vertici della sicurezza dopo i disordini nel centro di Milano: sul tavolo nuove misure, dal fermo preventivo alle responsabilità dei minorenni.
La nuova escalation di violenza tra il Duomo e Cordusio spinge il governo a interrogarsi sulla gestione dell’ordine pubblico e sul coinvolgimento di gruppi di giovanissimi. Giorgia Meloni ha convocato a Palazzo Chigi una riunione con ministri, forze dell’ordine e servizi informativi per esaminare quanto accaduto e valutare eventuali interventi legislativi.
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Minori e sicurezza al centro del vertice
L’attenzione dell’esecutivo si concentra soprattutto sui minorenni, mentre nel centrodestra cresce il timore che episodi simili possano estendersi ad altre città. Prima della convocazione, la premier aveva discusso della situazione con Matteo Salvini e Antonio Tajani, condividendo la preoccupazione per una dinamica ancora da interpretare pienamente.
Tra le ipotesi circola un provvedimento ispirato al decreto Caivano. Non esiste ancora una bozza di decreto pronta per l’esame, ma il vertice servirà proprio a mettere a confronto le diverse proposte. Qualora si optasse per una misura urgente, il testo potrebbe arrivare al Consiglio dei ministri atteso venerdì.
Le proposte della maggioranza
Salvini punta a trasferire in un decreto alcune norme già contenute nel disegno di legge sulla sicurezza, approvato dal governo a metà luglio e ora all’esame del Senato. Il testo prevede, tra l’altro, l’estensione ai minorenni del fermo preventivo, la procedibilità d’ufficio per le lesioni ai danni di un pubblico ufficiale e pene fino a 5 anni di carcere, oltre a una multa di 15mila euro, per i danneggiamenti commessi da gruppi.
Il leader della Lega sostiene inoltre il divieto di aggregazione per chi partecipa a violenze collettive e l’ipotesi dell’arresto differito. Durante la visita a Milano, dovrebbe rilanciare anche la cosiddetta “norma anti-maranza”, limiti alla cittadinanza per chi commette reati gravi, maggiori strumenti operativi per le forze dell’ordine, l’uso di idranti e taser, una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni e il rafforzamento dell’operazione Strade sicure.
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Il nodo delle piazze e dell’iter
Forza Italia, riunita da Antonio Tajani, chiede più personale per le forze di sicurezza e un intervento deciso sui minori coinvolti nei disordini. Gli azzurri vogliono rendere più agevole l’arresto dei minorenni nei casi di devastazione e saccheggio e accelerare le norme sulla responsabilità penale dei ragazzi tra 14 e 17 anni. Il partito ha anche proposto di tenere un Consiglio dei ministri a Milano, come segnale di presenza delle istituzioni e di solidarietà verso residenti e commercianti colpiti.
Fratelli d’Italia sollecita invece le opposizioni a sostenere una proposta di legge nata dopo le proteste No Tav in Val Susa. L’obiettivo è applicare il reato di associazione a delinquere anche a chi organizza, occasionalmente o attraverso la rete, azioni dirette a trasformare i cortei in episodi di guerriglia.
La riunione sulla sicurezza dovrebbe svolgersi prima o dopo il confronto sulla Manovra, fissato intorno alle 12.30 di lunedì 19 ottobre. Al tavolo sono attesi, anche in videocollegamento, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, il titolare della Difesa Guido Crosetto, i due vicepremier, i vertici delle forze dell’ordine e dei servizi. Intanto, a Palazzo Chigi sarebbero emersi malumori sulla gestione degli incidenti milanesi, ma nessuna decisione definitiva è stata ancora presa.
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