Nobel Medicina 2026: la luce che svela i segreti del cervello
Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel premiati per aver sviluppato tecniche che consentono di osservare e guidare l’attività dei neuroni.
La notizia arriva spesso nel cuore della notte per gli scienziati statunitensi: il vincitore viene contattato telefonicamente da Stoccolma poco prima dell’annuncio ufficiale. Il nome del premiato, infatti, viene definito soltanto nella mattinata della proclamazione, dopo un lungo percorso riservato.
Una procedura difficile da anticipare
La selezione prende il via già dopo l’assegnazione dell’edizione precedente. Migliaia di esperti, docenti universitari, ricercatori e premiati degli anni passati sono invitati a proporre candidati per l’anno successivo.
Per la Medicina il compito spetta al Karolinska Institutet, mentre per la Fisica e la Chimica interviene l’Accademia Reale Svedese delle Scienze. I rispettivi comitati esaminano le candidature e mantengono il massimo riserbo: i nomi completi diventano consultabili soltanto dopo 50 anni attraverso la Fondazione Nobel.
La luce entra nei circuiti cerebrali
A ricevere il Nobel per la Medicina 2026 sono Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, premiati per il contributo agli studi sull’optogenetica. Questa disciplina permette di modulare l’attività di gruppi di neuroni attraverso impulsi luminosi, osservando quando le cellule si attivano o smettono di funzionare.
La tecnica viene utilizzata soprattutto in laboratorio e sugli animali da esperimento. Il suo impiego aiuta a studiare i meccanismi cerebrali collegati alla memoria, alle emozioni e ai movimenti, rendendo più comprensibili processi normalmente difficili da osservare direttamente.
Il calendario dei prossimi annunci
L’edizione in corso è la 125esima. Dopo il riconoscimento alla Medicina, martedì toccherà alla Fisica e mercoledì alla Chimica; il nome del vincitore per la Letteratura sarà comunicato giovedì alle 13, mentre venerdì sarà annunciato il Nobel per la Pace.
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La sequenza si concluderà lunedì 12 ottobre con il premio per l’Economia. Le cerimonie ufficiali si svolgono tradizionalmente a Stoccolma il 10 dicembre, data che coincide con l’anniversario della morte di Alfred Nobel, avvenuta nel 1896.
Il precedente dedicato alle difese immunitarie
Nel 2025 il riconoscimento era andato a Mary Brunkow, Fred Ramsdell e Shimon Sakaguchi per le loro ricerche sulla tolleranza periferica, il sistema che impedisce alle difese dell’organismo di colpire i tessuti sani.
Il comitato aveva sottolineato che «il sistema immunitario è molto potente e ha bisogno di freni, altrimenti rischia di attaccare i nostri stessi organi». Quelle scoperte hanno aperto nuove prospettive terapeutiche, comprese applicazioni nella lotta ai tumori e alle malattie autoimmuni.
Denaro, medaglia e tradizione
I vincitori si dividono 12 milioni di corone svedesi, equivalenti a 1,1 milioni di euro, e ricevono una medaglia d’oro con il volto di Alfred Nobel. Il chimico e imprenditore svedese brevettò la dinamite nel 1867, ma nel testamento stabilì che la sua memoria fosse legata soprattutto ai contributi capaci di migliorare il destino dell’umanità.
Dal 1901 i riconoscimenti vengono assegnati seguendo quella disposizione. Nel complesso, le persone premiate sono state 633, ma soltanto 68 sono donne: poco più del 10%. Nei settori scientifici la disparità resta particolarmente evidente, anche se la presenza femminile è aumentata a partire dal 2000.
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