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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Veterinaria, Tor Vergata porta il terzo anno in corsia: cosa cambia

Il Policlinico Veterinario Gregorio VII accoglie gli studenti dal terzo anno, tra lezioni, simulazioni e osservazione diretta degli interventi chirurgici

Nathan Levialdi Ghiron indica nella collaborazione tra università, strutture sanitarie e realtà professionali la base del progetto di Medicina Veterinaria di Tor Vergata. «La formazione del medico veterinario richiede oggi una visione ampia, che unisca competenze scientifiche, cliniche e di sanità pubblica», ha dichiarato il rettore, richiamando il modello One Health e la necessità di preparare gli studenti alla complessità del lavoro futuro.

Per Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea, l’ingresso dei primi iscritti al terzo anno nel Policlinico Veterinario Gregorio VII segna un passaggio decisivo. Gli studenti iniziano infatti a misurarsi con insegnamenti più vicini alla professione e con esercitazioni cliniche accompagnate dai docenti e dai tutor, senza interrompere il consolidamento delle conoscenze scientifiche.


Una rete per imparare sul campo

Il percorso didattico è sostenuto da una convenzione quadro tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Policlinico Veterinario Gregorio VII. Attorno a questo accordo ruota una rete che comprende l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Azienda Agricola Maccarese, Fise, Equivet e le Asl.

Il coinvolgimento di soggetti diversi consente agli iscritti di avvicinarsi a più settori della professione veterinaria. Il corso, unico nel Lazio, punta così a collegare preparazione scientifica, competenze cliniche e temi di sanità pubblica, secondo una prospettiva che considera intrecciati salute animale, salute umana e ambiente.


Le nuove aule guardano alla sala operatoria

Nel Policlinico di via Cesare Pascoletti, tra il quartiere Aurelio e la zona Pisana, sono disponibili tre ambienti per le lezioni, ciascuno capace di accogliere circa 80 persone. La struttura comprende anche uno Skill Lab con manichini e simulatori, una sala settoria e spazi per l’attività clinica, per un’estensione complessiva vicina ai 1.000 metri quadrati, inclusi spogliatoi, docce e servizi.

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Le aule, ampie oltre 100 metri quadrati, dispongono di collegamento wifi e schermi sospesi al soffitto. Un sistema audiovisivo permette inoltre di seguire in diretta ciò che avviene nelle sale operatorie: la spiegazione teorica può essere accompagnata dall’osservazione immediata degli interventi chirurgici.


Il terzo anno apre la fase clinica

Durante i primi due anni gli studenti hanno seguito le materie biologiche, biomediche e veterinarie di base nelle aule della facoltà di Medicina dell’Ateneo. Con il terzo anno il baricentro si sposta al Policlinico, dove entrano nel programma Malattie infettive e Sanità pubblica, Farmacologia e Tossicologia, Anatomia patologica, Diagnostica per immagini, Anestesiologia e Medicina operatoria.

Il quarto e il quinto anno saranno dedicati soprattutto alla medicina clinica e alla chirurgia veterinaria, attraverso visite, casi reali, procedure ed esercitazioni svolte con supervisione accademica e professionale. Il Gregorio VII, che tratta cani, gatti e animali esotici, mette a disposizione un’attività di circa 40mila casi clinici all’anno e un’offerta che comprende sia la medicina di base sia le specializzazioni.

L’arrivo degli studenti dell’anno accademico 2024-2025 completa una nuova tappa del corso magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria. La permanenza nel Policlinico è prevista dal terzo fino al quinto anno, con l’obiettivo di trasformare progressivamente la lezione in esperienza osservata e pratica.

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