Veterinaria, Tor Vergata porta il terzo anno in corsia: cosa cambia
Il Policlinico Veterinario Gregorio VII accoglie gli studenti dal terzo anno, tra lezioni, simulazioni e osservazione diretta degli interventi chirurgici
Nathan Levialdi Ghiron indica nella collaborazione tra università, strutture sanitarie e realtà professionali la base del progetto di Medicina Veterinaria di Tor Vergata. «La formazione del medico veterinario richiede oggi una visione ampia, che unisca competenze scientifiche, cliniche e di sanità pubblica», ha dichiarato il rettore, richiamando il modello One Health e la necessità di preparare gli studenti alla complessità del lavoro futuro.
Per Eleonora Candi, coordinatrice del corso di laurea, l’ingresso dei primi iscritti al terzo anno nel Policlinico Veterinario Gregorio VII segna un passaggio decisivo. Gli studenti iniziano infatti a misurarsi con insegnamenti più vicini alla professione e con esercitazioni cliniche accompagnate dai docenti e dai tutor, senza interrompere il consolidamento delle conoscenze scientifiche.
Una rete per imparare sul campo
Il percorso didattico è sostenuto da una convenzione quadro tra l’Università degli Studi di Roma Tor Vergata e il Policlinico Veterinario Gregorio VII. Attorno a questo accordo ruota una rete che comprende l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana, Azienda Agricola Maccarese, Fise, Equivet e le Asl.
Il coinvolgimento di soggetti diversi consente agli iscritti di avvicinarsi a più settori della professione veterinaria. Il corso, unico nel Lazio, punta così a collegare preparazione scientifica, competenze cliniche e temi di sanità pubblica, secondo una prospettiva che considera intrecciati salute animale, salute umana e ambiente.
Le nuove aule guardano alla sala operatoria
Nel Policlinico di via Cesare Pascoletti, tra il quartiere Aurelio e la zona Pisana, sono disponibili tre ambienti per le lezioni, ciascuno capace di accogliere circa 80 persone. La struttura comprende anche uno Skill Lab con manichini e simulatori, una sala settoria e spazi per l’attività clinica, per un’estensione complessiva vicina ai 1.000 metri quadrati, inclusi spogliatoi, docce e servizi.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le aule, ampie oltre 100 metri quadrati, dispongono di collegamento wifi e schermi sospesi al soffitto. Un sistema audiovisivo permette inoltre di seguire in diretta ciò che avviene nelle sale operatorie: la spiegazione teorica può essere accompagnata dall’osservazione immediata degli interventi chirurgici.
Il terzo anno apre la fase clinica
Durante i primi due anni gli studenti hanno seguito le materie biologiche, biomediche e veterinarie di base nelle aule della facoltà di Medicina dell’Ateneo. Con il terzo anno il baricentro si sposta al Policlinico, dove entrano nel programma Malattie infettive e Sanità pubblica, Farmacologia e Tossicologia, Anatomia patologica, Diagnostica per immagini, Anestesiologia e Medicina operatoria.
Il quarto e il quinto anno saranno dedicati soprattutto alla medicina clinica e alla chirurgia veterinaria, attraverso visite, casi reali, procedure ed esercitazioni svolte con supervisione accademica e professionale. Il Gregorio VII, che tratta cani, gatti e animali esotici, mette a disposizione un’attività di circa 40mila casi clinici all’anno e un’offerta che comprende sia la medicina di base sia le specializzazioni.
L’arrivo degli studenti dell’anno accademico 2024-2025 completa una nuova tappa del corso magistrale a ciclo unico in Medicina Veterinaria. La permanenza nel Policlinico è prevista dal terzo fino al quinto anno, con l’obiettivo di trasformare progressivamente la lezione in esperienza osservata e pratica.
Continua a leggere
Garlasco, il profilo segreto di Stasi: chi lo descrisse così
Nel 2007 emerse una valutazione psicologica basata sugli interrogatori, ma il documento non fu mai commissionato dalla Procura né inserito nel fascicolo.
Un anno dopo Pamela Genini, Soncin ammette le sue colpe
L’ex compagno della donna, uccisa a Milano un anno fa, si rivolge alla famiglia e riconosce la propria responsabilità per il dolore provocato.
Caivano, ferito sul lavoro e lasciato in strada: tre indagati
La Procura di Napoli Nord indaga sulla morte di Salvatore Calignano, operaio di 61 anni, mentre l’esame autoptico è stato programmato per mercoledì pomeriggio.
Pamela Genini, Soncin rompe il silenzio: «Il perdono non si può pretendere
In aula a Milano l’imputato ha chiesto scusa ai familiari della giovane e ha riconosciuto la gravità delle conseguenze del delitto.