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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Garlasco, il profilo segreto di Stasi: chi lo descrisse così

Nel 2007 emerse una valutazione psicologica basata sugli interrogatori, ma il documento non fu mai commissionato dalla Procura né inserito nel fascicolo.

Quella consulenza non avrebbe dovuto entrare nella ricostruzione ufficiale del caso: la Procura non la aveva mai richiesta e agli atti non risulta allegata. Eppure, nel 2007, dai verbali degli interrogatori di Alberto Stasi fu ricavato un profilo personologico composto da 17 punti.


Un documento rimasto fuori dal fascicolo

La valutazione nacque da una richiesta dei Ris a una criminologa, chiamata a esaminare il fidanzato di Chiara Poggi attraverso le dichiarazioni rese durante gli interrogatori. Non si trattò però di una perizia formalmente autorizzata dall’ufficio inquirente.

Il testo, proprio perché non commissionato dalla Procura e mai depositato negli atti, rimase esterno al percorso processuale ufficiale. Il suo contenuto restituisce comunque l’immagine di un’analisi sintetica, costruita attorno a osservazioni sul comportamento e sulla personalità di Stasi.

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Le parole usate per descriverlo

I giudizi contenuti nei 17 punti sono netti e, in più passaggi, convergenti. Tra le definizioni riportate compaiono «freddezza», «calcolatore» e «manipolatore», indicate rispettivamente nei punti 2, 4 e 13.

Altre annotazioni insistono invece sul controllo emotivo e sull’egocentrismo: il documento parla di «mancanza assoluta di emozioni (positive o negative)», di una persona «molto centrata su di sé» e di una «tendenza narcisistica». Vengono inoltre segnalati un atteggiamento «molto contenuto» e una propensione al controllo, descritta persino come «ipercontrollo».

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