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Cronaca 4 min di lettura1 ora fa

Casa, l’allarme sfratti spinge il governo: tutte le misure allo studio

Oltre 40mila sfratti nel 2024 e affitti sempre più pesanti: la prossima manovra potrebbe puntare su giovani, locazioni lunghe e riqualificazione energetica.

Il problema abitativo in Italia non riguarda più soltanto chi cerca un alloggio, ma anche le famiglie che non riescono a mantenerlo. Nel 2024 gli sfratti hanno superato quota 40mila e tre casi su quattro sono legati alla morosità. Di fronte all’aumento dei prezzi e alle tensioni già esplose in altri Paesi europei, il governo Meloni valuta interventi per sostenere l’acquisto della prima casa, rendere più convenienti gli affitti di lunga durata e rivedere i bonus edilizi.


Gli sfratti mostrano l’emergenza

La fotografia elaborata dall’Ufficio Studi SoloAffitti evidenzia una situazione complessa. Nel 2024 le richieste di esecuzione arrivate agli ufficiali giudiziari sono state 81.054, comprese quelle relative a decisioni maturate negli anni precedenti, mentre gli sfratti portati effettivamente a termine hanno raggiunto quota 21.337. I provvedimenti complessivi sono aumentati di circa il 2% in un anno; quelli dovuti alla morosità, invece, hanno segnato una diminuzione del 2,2%.

La pressione resta comunque elevata: le richieste di esecuzione sono cresciute di circa il 10%, mentre il numero dei rilasci realizzati è rimasto sostanzialmente invariato. Il 37% degli inquilini indica nei canoni oltre le proprie possibilità il principale ostacolo alla ricerca di una casa. Dal lato dei proprietari, il 74% afferma di aver subito mancati pagamenti almeno una volta nelle proprie esperienze di locazione.


Affitti insoluti e procedure lunghe

Quando l’inquilino non paga, il 43% dei locatori sceglie di avviare formalmente lo sfratto. Un altro 33% cerca un’intesa diretta per ottenere la disponibilità dell’immobile, mentre il 17% accetta la restituzione volontaria delle chiavi anche in presenza di arretrati. Il restante 7% ricorre a una garanzia o a una polizza di tutela. La casa liberata, quindi, non coincide necessariamente con il recupero delle somme dovute.

Il percorso può iniziare con un tentativo di accordo tra le parti, proseguire davanti al giudice e concludersi con l’intervento dell’ufficiale giudiziario. La fase stragiudiziale richiede in genere da due a quattro mesi; quella giudiziale dura mediamente 6,5 mesi, con tempi compresi tra tre e quattordici mesi nei casi esaminati. Anche la selezione preventiva non elimina il rischio: il 78% dei proprietari valuta soprattutto il reddito del candidato, ma le difficoltà possono emergere in seguito.


Il governo prepara gli incentivi

Tra le ipotesi destinate alla prossima legge di Bilancio figura un sostegno per l’acquisto della prima abitazione rivolto alle persone con meno di 36 anni. Il viceministro dell’Economia Maurizio Leo ha inoltre indicato la possibilità di estendere l’applicazione dell’Iva alle cessioni e alle locazioni effettuate dalle società immobiliari, insieme a una riduzione dal 10% al 5% dell’aliquota per gli affitti residenziali, con esclusione degli immobili di lusso.

Sul tavolo c’è anche l’ipotesi di una cedolare secca al 5% per i contratti di lunga durata. Le altre proposte riguardano il trattamento fiscale degli immobili residenziali affittati dalle imprese di costruzione, che potrebbero essere assimilati ai fabbricati strumentali. Le misure restano subordinate alla disponibilità delle risorse. Giorgia Meloni ha collegato il tema della casa alla possibilità per i giovani di costruire un progetto familiare: «Serve una formazione di qualità, un lavoro sicuro e stabile, una retribuzione adeguata, una casa a un prezzo equo».

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Prezzi in salita in Europa

L’emergenza non è limitata all’Italia. Secondo i dati Eurostat relativi al secondo trimestre del 2026, nell’Unione europea i prezzi delle abitazioni sono aumentati del 4,7% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i canoni sono saliti del 3%. In Italia l’incremento risulta in linea con la media: rispetto ai primi tre mesi dell’anno, le abitazioni costano l’1,2% in più e gli affitti lo 0,7% in più.

Considerando il confronto tra il 2025 e il secondo trimestre del 2026, nell’Unione i prezzi delle case hanno guadagnato il 4,1% e i canoni il 2,6%. In 18 Paesi le abitazioni sono rincarate più degli affitti rispetto alla media annuale del 2025. Nel 2025, inoltre, le compravendite sono cresciute nella maggior parte degli Stati per i quali sono disponibili dati, anche se gli elevati tassi d’interesse potrebbero frenare il mercato.


In Italia il mercato rallenta

Le rilevazioni di Idealista descrivono un andamento meno lineare. Nel terzo trimestre del 2026 il prezzo medio delle abitazioni si è attestato a 2.031 euro al metro quadrato, con una diminuzione dell’1,1% rispetto al trimestre precedente. Il confronto annuale resta però positivo: a settembre le quotazioni risultavano superiori del 3,3% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre su base mensile non hanno registrato variazioni rilevanti.

Alle difficoltà economiche si aggiunge il rischio di nuove tensioni politiche. In Spagna, dopo settimane di proteste e occupazioni temporanee degli spazi urbani, il Parlamento ha respinto i provvedimenti straordinari sulla casa proposti dal governo socialista; il passaggio è stato seguito dalle dimissioni di Pedro Sánchez e dallo scioglimento delle Camere.


Bonus edilizi verso una revisione

La manovra potrebbe intervenire anche sulle detrazioni per i lavori nelle abitazioni. Senza modifiche, il bonus ristrutturazioni sarebbe destinato a ridursi al 36% per le prime case e al 30% per le seconde. Per evitare il taglio automatico, l’esecutivo valuta una nuova configurazione degli incentivi.

L’ipotesi principale consiste in un Ecobonus unico al 65%, reso stabile e limitato agli interventi energetici più importanti e strutturali. L’obiettivo sarebbe concentrare le risorse sulla sostenibilità e offrire maggiore prevedibilità alle imprese edili. Con queste misure, la casa potrebbe diventare uno degli assi centrali dell’ultima legge di Bilancio del governo Meloni prima del ritorno alle urne.

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