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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Nidi, il costo cambia di centinaia di euro: la mappa delle rette

L’analisi della Uil fotografa forti divari tra i Comuni: per le famiglie con Isee fino a 15mila euro si va dai 60 euro mensili di Mantova ai 553 di Belluno.

«Gli investimenti previsti dal Piano potevano imprimere una svolta strutturale all’offerta dei servizi educativi per la prima infanzia. Ma, purtroppo, non c’è stata». È il giudizio di Santo Biondo, segretario confederale della Uil, sul mancato rafforzamento della rete degli asili nido. Secondo il sindacalista, il sostegno economico alle famiglie può alleggerire la spesa, ma non risolve il problema principale nei territori dove i posti disponibili sono insufficienti.

La questione riguarda quindi due aspetti distinti: da una parte l’importo richiesto ogni mese, dall’altra la concreta possibilità di trovare un posto per i bambini. La soglia indicata dal Piano è di 33 posti ogni 100 bambini tra 0 e 2 anni, ma il livello raggiunto resta molto diverso da una regione all’altra.


Il divario più ampio è tra Mantova e

L’indagine della Uil mostra quanto possa cambiare la spesa in base al Comune di residenza. Per i nuclei con un Isee non superiore a 15mila euro, il valore medio nazionale è di 296 euro al mese per bambino. Mantova si ferma a 60 euro, mentre a Belluno la richiesta arriva a 553 euro.

Nella fascia più conveniente, dopo Mantova compaiono Catanzaro, con 80 euro mensili, e Ragusa, con 110. Sul versante opposto figurano Prato, dove la retta raggiunge 504 euro, e Biella, con 491 euro: cifre che ampliano sensibilmente la distanza rispetto ai Comuni meno costosi.


Con Isee più alto cambiano le città più

Considerando le famiglie con Isee fino a 25mila euro, la media italiana sale a 416 euro al mese. Le rette minime si trovano ancora a Catanzaro, con 100 euro, a Mantova, con 102, e a Ragusa, con 170 euro.

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La graduatoria degli importi più elevati, invece, presenta alcune variazioni. Udine arriva a 645 euro per figlio, seguita da Sondrio a 641 e da Pistoia a 640. Anche in questo caso, la distanza tra i diversi territori resta molto marcata e incide direttamente sulle spese sostenute dai nuclei con bambini piccoli.


Roma, Milano e Napoli a confronto

Nelle tre grandi città considerate dallo studio, Roma applica una retta di 155 euro mensili alle famiglie con Isee fino a 15mila euro. Per chi rientra nella soglia dei 25mila euro, l’importo capitolino sale a 308 euro.

A Milano il costo indicato è di 316 euro in entrambe le fasce economiche analizzate. Napoli si colloca invece a 272 euro per l’Isee più basso e a 426 euro per quello fino a 25mila euro.

Biondo richiama infine il ruolo degli asili nido nella crescita dei bambini, nella riduzione delle disuguaglianze e nella possibilità per i genitori di conciliare occupazione e vita familiare. La Uil sottolinea inoltre che questi servizi favoriscono la partecipazione delle donne al mercato del lavoro: per questo, secondo il sindacato, gli aiuti sulle rette dovrebbero essere affiancati da interventi capaci di aumentare stabilmente l’offerta.

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