Ricina e computer, la Procura frena le voci sul caso Pietracatella
Gli investigatori escludono, al momento, ritrovamenti di dispositivi o tracce digitali legati a ricerche sulla sostanza tossica
Le indiscrezioni circolate online sul caso di Pietracatella non trovano conferma nelle verifiche degli inquirenti. Né un computer né indirizzi IP collegati a ricerche sulla ricina risultano individuati nell’ambito dell’inchiesta.
La Procura smentisce le indiscrezioni
Elvira Antonelli, procuratrice di Larino e responsabile del procedimento sul giallo di Pietracatella, ha preso le distanze dalle ricostruzioni diffuse in serata da diversi siti. Ai giornalisti che le chiedevano chiarimenti ha risposto in modo netto: «Smentisco».
La precisazione riguarda le presunte tracce informatiche che sarebbero emerse durante gli accertamenti. Al momento, però, non risultano acquisiti elementi di questo tipo: nessun dispositivo e nessun indirizzo di rete riconducibile a consultazioni sulla ricina è stato trovato dagli investigatori.
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Anche la Squadra Mobile conferma
La stessa ricostruzione è stata ribadita da Marco Graziano, dirigente della Squadra Mobile di Campobasso. Interpellato sulla vicenda, ha chiarito: «Anche io, come la procuratrice, non ho notizie in tal senso».
Le dichiarazioni dei due responsabili ridimensionano quindi le informazioni diffuse nelle ore precedenti e confermano che, sul fronte digitale, non sono emerse le prove indicate nelle voci circolate. L’indagine sul caso di Pietracatella resta così priva, per ora, di quei riscontri informatici.
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