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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Ricina e computer, la Procura frena le voci sul caso Pietracatella

Gli investigatori escludono, al momento, ritrovamenti di dispositivi o tracce digitali legati a ricerche sulla sostanza tossica

Le indiscrezioni circolate online sul caso di Pietracatella non trovano conferma nelle verifiche degli inquirenti. Né un computer né indirizzi IP collegati a ricerche sulla ricina risultano individuati nell’ambito dell’inchiesta.


La Procura smentisce le indiscrezioni

Elvira Antonelli, procuratrice di Larino e responsabile del procedimento sul giallo di Pietracatella, ha preso le distanze dalle ricostruzioni diffuse in serata da diversi siti. Ai giornalisti che le chiedevano chiarimenti ha risposto in modo netto: «Smentisco».

La precisazione riguarda le presunte tracce informatiche che sarebbero emerse durante gli accertamenti. Al momento, però, non risultano acquisiti elementi di questo tipo: nessun dispositivo e nessun indirizzo di rete riconducibile a consultazioni sulla ricina è stato trovato dagli investigatori.

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Anche la Squadra Mobile conferma

La stessa ricostruzione è stata ribadita da Marco Graziano, dirigente della Squadra Mobile di Campobasso. Interpellato sulla vicenda, ha chiarito: «Anche io, come la procuratrice, non ho notizie in tal senso».

Le dichiarazioni dei due responsabili ridimensionano quindi le informazioni diffuse nelle ore precedenti e confermano che, sul fronte digitale, non sono emerse le prove indicate nelle voci circolate. L’indagine sul caso di Pietracatella resta così priva, per ora, di quei riscontri informatici.

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