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Cronaca 4 min di lettura37 min fa

Milano, la stretta sui violenti divide il governo: tutte le misure

Dalla cittadinanza negata ai responsabili di devastazioni alle nuove ipotesi per i minori: l’esecutivo prepara un decreto dopo gli scontri nelle città.

La Lega rilancia sul fronte della cittadinanza proprio mentre il governo valuta nuove risposte alle violenze urbane. Un emendamento depositato alla Camera propone di impedire, al compimento dei 18 anni, l’ottenimento della cittadinanza italiana agli stranieri nati in Italia e condannati per aggressioni alle forze dell’ordine o per devastazione e saccheggio.

L’iniziativa, definita dal partito un pacchetto “anti-saccheggio”, è stata presentata da Igor Iezzi, primo firmatario della proposta di legge. Il testo, il cui esame è cominciato con la discussione generale a Montecitorio, punta anche a introdurre ulteriori motivi ostativi all’acquisto della cittadinanza e alla sua revoca.

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Renzi attacca Meloni e Piantedosi

Sul caso è intervenuto anche Matteo Renzi, che ha distinto le proteste legate al disagio economico dalle violenze registrate a Milano. Nella sua enews, il leader di Italia Viva ha descritto gli episodi che hanno coinvolto ragazzini e gruppi di giovani come atti di criminalità, citando gli assalti ai mezzi dei carabinieri, le aggressioni ai poliziotti e i negozi danneggiati.

Renzi ha contestato alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi di attribuire responsabilità alle opposizioni senza chiarire perché le forze dell’ordine non siano riuscite a prevenire i disordini. La sua accusa è netta: “Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo”.

L’ex presidente del Consiglio ha inoltre sostenuto che nel Sud esista una protesta differente, alimentata dal costo del carburante, dall’inflazione e dal peso dei mutui. A suo giudizio, il governo non starebbe riconoscendo la gravità dell’emergenza sociale che colpisce il ceto medio.


Nel mirino soprattutto i minorenni

L’ipotesi di intervenire sui comportamenti dei più giovani è tra quelle esaminate dalla maggioranza. Nel centrodestra si guarda a un provvedimento sul modello del decreto Caivano, ma su questo terreno sarebbe necessario anche un confronto con il Quirinale.

Forza Italia ha proposto inoltre di riunire il Consiglio dei ministri a Milano. La convocazione nel capoluogo lombardo, secondo il partito, rappresenterebbe un segnale concreto della presenza dello Stato e una forma di vicinanza agli abitanti e ai commercianti colpiti dai danneggiamenti. La proposta non è ancora stata definita ai vertici dell’esecutivo.

Nicola Molteni e Andrea Ostellari, sottosegretari leghisti rispettivamente all’Interno e alla Giustizia, hanno indicato tra le priorità l’adeguamento della giustizia minorile. L’obiettivo sarebbe aumentare il personale dei tribunali per i minorenni, accelerare la convalida degli arresti e ampliare i posti disponibili nelle strutture detentive. “Nessuno spazio per violenti e criminali, anche se minori”, hanno affermato.


Le misure allo studio nel decreto

Tra le proposte della Lega figurano il potenziamento dell’operazione Strade Sicure, la creazione del reato di danneggiamento aggravato e l’arresto obbligatorio per i casi di devastazione commessi durante le manifestazioni. Viene considerata anche la possibilità di procedere con l’arresto differito entro 48 ore.

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Il pacchetto potrebbe comprendere l’estensione fino a 24 ore del fermo preventivo e un rafforzamento degli strumenti di prevenzione, incluso l’avviso orale disposto dal questore. Salvini spinge inoltre per applicare queste misure anche ai minorenni, sulla scia di un disegno di legge già all’esame del Senato.

Quel testo prevede la procedibilità d’ufficio per le lesioni ai danni di un pubblico ufficiale e stabilisce, per i danneggiamenti commessi da gruppi, una pena fino a 5 anni di reclusione accompagnata da una multa massima di 15mila euro. Tra le altre ipotesi figurano il divieto di aggregazione per chi prende parte a violenze collettive e una specifica fattispecie di danneggiamento di gruppo.


Vertice a Palazzo Chigi

Le proposte sono state discusse durante una riunione sull’ordine pubblico convocata da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi. L’incontro, durato circa un’ora e mezza, ha passato in rassegna le violenze avvenute in più città e i rapporti dell’intelligence su un fenomeno considerato articolato, con caratteristiche nuove e cause ancora da chiarire.

Alla riunione hanno preso parte Matteo Salvini, collegato in videoconferenza, Antonio Tajani, Matteo Piantedosi, Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari. Presenti anche i vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e apparati dell’intelligence.

La premier aveva deciso di convocare il vertice dopo nuovi episodi di violenza nel centro di Milano e dopo alcuni colloqui con Salvini e Tajani. L’intenzione annunciata era valutare strumenti aggiuntivi contro chi utilizza cortei legittimi come copertura per provocare disordini e danneggiamenti.


Domani il Consiglio dei ministri

Il governo lavora ora a un decreto-legge destinato a contenere le nuove disposizioni. Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi domani alle 17.30, anche se l’orario resta legato alla conclusione del lavoro tecnico sulle norme.

In precedenza, a febbraio, era già stato introdotto il fermo preventivo dopo i disordini collegati al corteo per Askatasuna. Le opposizioni sostengono che quella misura non abbia prodotto risultati sufficienti; la maggioranza, invece, valuta di ampliarne la portata e di affiancarle nuovi strumenti penali e preventivi.

Nel tardo pomeriggio o in serata è previsto anche un incontro sulla manovra economica con Meloni, gli altri leader della maggioranza e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

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