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Cronaca 4 min di lettura1 ora fa

Milano, la stretta sui minori è sul tavolo: cosa decide il governo

Dopo le violenze nel capoluogo lombardo, Palazzo Chigi valuta nuove misure per l’ordine pubblico mentre la maggioranza si divide tra decreto e Consiglio dei ministri a Milano.

La gestione delle violenze a Milano apre una nuova fase per il governo: sul tavolo ci sono norme più severe per i minorenni, un possibile provvedimento d’urgenza e un rafforzamento degli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine. Le decisioni non sono ancora state formalizzate, ma il tema è stato al centro del vertice convocato da Giorgia Meloni a Palazzo Chigi, durato circa un’ora e mezza.

Matteo Renzi ha attaccato l’esecutivo già nelle ore successive agli scontri, sostenendo che il problema non sia l’assenza di nuove leggi, bensì la loro applicazione. Il leader di Italia Viva ha accusato Meloni e Matteo Piantedosi di non aver fermato i responsabili dei disordini e ha concluso: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo».

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Minori e violenze, le ipotesi sul tavolo

L’attenzione della maggioranza si concentra soprattutto sul coinvolgimento dei minorenni. Tra le ipotesi circolate c’è un intervento ispirato al decreto Caivano, ma ogni eventuale modifica dovrebbe essere discussa anche con il Quirinale, considerata la delicatezza delle norme rivolte ai giovani.

Matteo Salvini propone di trasformare in decreto alcune parti del disegno di legge sulla sicurezza già approvato dal governo a metà luglio e ora all’esame del Senato. Il testo comprende l’estensione ai minori del fermo preventivo, la procedibilità d’ufficio per le lesioni ai pubblici ufficiali, pene fino a 5 anni di carcere e multe fino a 15mila euro per i danneggiamenti commessi in gruppo.

Il pacchetto immaginato dalla Lega include anche il divieto di aggregazione per chi partecipa a violenze collettive, il nuovo reato di danneggiamento di gruppo e la possibilità di procedere con l’arresto differito. Salvini dovrebbe illustrare queste proposte in una conferenza stampa prevista domani a Milano, insieme a misure sui requisiti per la cittadinanza di chi commette reati gravi.

Forza Italia chiede invece di accelerare l’approvazione delle norme che renderebbero più semplice perseguire i ragazzi tra i 14 e i 17 anni nei casi di devastazione e saccheggio. Il partito sollecita inoltre più personale per le forze di sicurezza, il potenziamento di Strade sicure e regole che consentano di intervenire con maggiore rapidità quando i minorenni prendono parte ai disordini.


Vertice concluso, ma nessuna decisione

Alla riunione hanno partecipato, oltre alla presidente del Consiglio, i vicepremier Matteo Salvini, collegato a distanza, e Antonio Tajani. Presenti anche Piantedosi, Guido Crosetto, Francesco Lollobrigida, i sottosegretari Alfredo Mantovano e Giovanbattista Fazzolari, insieme ai vertici di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e servizi di informazione.

L’incontro è stato convocato dopo una nuova ondata di violenze nel centro di Milano e dopo i confronti avuti da Meloni con Salvini e Tajani. La premier ha indicato l’obiettivo di esaminare i rapporti degli apparati di informazione e di «valutare ulteriori strumenti contro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos».

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Fonti dell’esecutivo precisano che durante il vertice non sono state esaminate bozze di decreto. Le diverse proposte, però, sono state messe a confronto e non si esclude che un provvedimento possa arrivare al prossimo Consiglio dei ministri, previsto venerdì. Nel governo sarebbero emerse anche perplessità sulla gestione dell’ordine pubblico a Milano.

Forza Italia ha suggerito di riunire proprio nel capoluogo lombardo il prossimo Consiglio dei ministri, come segnale di presenza delle istituzioni e di solidarietà verso cittadini e commercianti danneggiati. L’ipotesi deve ancora essere valutata ai livelli più alti dell’esecutivo.


La maggioranza cerca una linea comune

Fratelli d’Italia punta sul confronto con le opposizioni per sostenere una proposta di legge nata dopo i disordini legati al movimento No Tav in Val Susa. L’obiettivo è estendere il reato di associazione a delinquere anche a chi organizza, occasionalmente o attraverso la rete, azioni mirate a trasformare i cortei in scontri urbani.

Nel tardo pomeriggio o in serata è atteso inoltre un incontro sulla legge di bilancio con Meloni, gli altri leader della maggioranza e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Il vertice potrebbe contribuire a definire tempi e forma delle eventuali misure sulla sicurezza.

Salvini chiede anche più margine operativo per le forze dell’ordine, compreso l’impiego di idranti e dispositivi a impulsi elettrici, oltre a una cauzione per gli organizzatori delle manifestazioni. Renzi, però, contesta l’impostazione del governo e sostiene che l’esecutivo stia attribuendo alle opposizioni responsabilità che, a suo giudizio, spettano al ministero dell’Interno.

Il leader di Italia Viva distingue gli episodi milanesi dalle proteste contro il caro vita registrate in altre zone del Paese. Secondo Renzi, gli scontri nel capoluogo lombardo rappresentano criminalità e non una conseguenza delle difficoltà economiche, mentre inflazione, carburanti e mutui alimentano separatamente una grave emergenza sociale per il ceto medio.

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