Milano, la piazza si divide: nuove manifestazioni tra paura e bufale
Dopo i disordini del fine settimana, il capoluogo lombardo si prepara ad altri appuntamenti mentre sui social si moltiplicano allarmi infondati e convocazioni anonime
A Milano la tensione resta alta e la giornata di domani concentra appuntamenti politici contrapposti. In via Torino è atteso Roberto Vannacci per un’iniziativa di Futuro nazionale, mentre mezz’ora più tardi piazza della Scala ospiterà la manifestazione promossa da Cgil e forze del centrosinistra per la coesione sociale e contro la violenza. Saranno presenti anche Giuseppe Sala, Pierfrancesco Majorino e Mario Calabresi.
Il confronto arriva dopo la mobilitazione del centrodestra in piazza San Carlo, organizzata per esprimere vicinanza agli agenti e ai commercianti colpiti dai disordini. Lo striscione “vi remigriamo tutti” ha però provocato la reazione indignata di alcuni ragazzi, con momenti di tensione durante il presidio.
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La politica entra nella contesa di piazza
La campagna elettorale per le Comunali segue ormai da vicino ogni sviluppo delle proteste. L’appuntamento di domani rende ancora più visibile la contrapposizione tra le iniziative della destra e quella convocata da Cgil e partiti progressisti.
Nel frattempo, centri sociali milanesi e collettivi studenteschi stanno preparando le assemblee in vista dello sciopero del 30 ottobre. Il programma non è ancora definito e il quadro può cambiare rapidamente, in un ottobre segnato da proteste e mobilitazioni, l’ultimo prima delle elezioni comunali.
Convocazioni anonime e profili rivali
La rete continua a diffondere appelli per nuove adunate, ma non tutti gli annunci provengono dagli organizzatori delle manifestazioni precedenti. Il profilo che si presenta come ufficiale di “Italia in piazza” ha preso le distanze dai gruppi nati dopo il 17 ottobre, precisando nelle proprie storie che quei sottogruppi non fanno capo al movimento.
Nel frattempo, l’account “movimento 17 ottobre”, presente su Instagram e Telegram, ha già raggiunto un numero di seguaci triplo rispetto al profilo indicato come originario. Il gruppo propone una mobilitazione permanente ogni sabato in otto città: Bologna, Milano, Torino, Roma, Firenze, Padova, Bari e Genova.
Il movimento rifiuta capi e alleanze
In un comunicato, il gruppo sostiene di non essere una sigla tradizionale ma un processo privo di struttura fissa, nato per favorire iniziative autonome. La scelta di non avere un leader, un indirizzo stabile né un elenco di aderenti viene presentata come una forma di protezione e come una strategia politica.
La stessa organizzazione respinge sia un possibile coinvolgimento dei partiti e dei sindacati istituzionali sia l’intervento dei movimenti già attivi da anni, accusati di voler trarre vantaggio dalle mobilitazioni e di cercare il controllo delle proteste.
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Il panico corre più dei fatti
A rendere più difficile la gestione dell’ordine pubblico è anche il flusso di contenuti falsi. Circolano filmati manipolati su presunti assalti a università private e video che mostrerebbero ronde contro cittadini stranieri; nelle chat degli studenti vengono inoltre rilanciati messaggi allarmistici su gruppi di “maranza” intenzionati ad aggredire ragazze e a uccidere i cosiddetti “futuri ricchi”.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha collegato questo fenomeno a una guerra ibrida condotta attraverso strumenti digitali. “TikTok, social e YouTube” sarebbero, secondo la sua lettura, mezzi non convenzionali impiegati contro i Paesi occidentali, spesso senza una risposta adeguata da parte dell’Occidente.
Sala teme nuove giornate di caos
La natura senza capi riconoscibili e senza simboli condivisi della mobilitazione rende difficile capire quali siano le minacce concrete e quali, invece, le invenzioni diffuse in rete. Il timore è che i giovani responsabili delle devastazioni e dei saccheggi possano tornare in strada, anche perché gli appuntamenti vengono spesso lanciati senza un’organizzazione facilmente identificabile.
Il 24 ottobre è considerato il momento più delicato, ma Giuseppe Sala ha avvertito che le convocazioni potrebbero riguardare qualsiasi data. Un manifesto annuncia che il 17 ottobre sarebbe stato soltanto un assaggio e promette una nuova mobilitazione capace di farsi sentire fino al Sud; per lunedì erano comparsi altri richiami, poi rimasti senza seguito.
Domani il vertice sulla sicurezza
Il sindaco ha ammesso di essere preoccupato per il prossimo sabato. Dopo il confronto a distanza con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, Sala parteciperà domani alla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, convocata dal prefetto Claudio Sgaraglia.
Sul tavolo finiranno gli incidenti di sabato e domenica e il rischio di una loro replica. L’incontro dovrà inoltre fare i conti con una difficoltà ulteriore: distinguere gli avvisi attendibili dalle campagne costruite sui social, in un contesto nel quale le manifestazioni possono essere lanciate e rilanciate con estrema rapidità.
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