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Cronaca 3 min di lettura14 min fa

Milano, il rischio di nuovi raid: arresti e negozi di lusso chiusi

La Procura descrive una violenza improvvisa e teme nuove devastazioni: i danni nel centro superano il milione di euro.

Le prime 11 richieste di convalida degli arresti e di applicazione della custodia cautelare sono state trasmesse al gip dalla Procura guidata da Luca Villa. Gli interrogatori dei minorenni inizieranno domani al Beccaria, mentre i cinque maggiorenni fermati due giorni fa sono già comparsi davanti al giudice Fabrizio Filice nel carcere di San Vittore.

Per la Procura, il pericolo di nuovi episodi nel capoluogo lombardo resta concreto. Un 24enne, assistito dall’avvocato Guido Guella, ha respinto ogni accusa: «Non ho fatto nulla, ero la persona sbagliata nel posto e nel momento sbagliato».

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La tensione resta alta in città

Matteo Salvini ha sostenuto che durante gli scontri qualcuno puntasse addirittura a provocare una morte: «Qualcuno cercava il morto», ha detto il vicepremier e leader della Lega, tornando a chiedere misure più severe contro i responsabili delle violenze.

Il clima non si è rasserenato nemmeno durante il presidio del centrodestra in piazza Duomo. Attorno all’iniziativa si sono verificati momenti di tensione, con urla, offese e spintoni tra i presenti e gruppi di giovani. Uno striscione dedicato ai rimpatri ha contribuito ad alimentare il confronto, mentre la magistratura minorile è chiamata a gestire un procedimento definito di portata eccezionale.


Boutique chiuse e danni oltre il milione

La paura di nuove incursioni ha spinto diversi esercizi del lusso a non alzare le saracinesche. Tra i negozi rimasti chiusi figurano Hermès, Chanel e Pomellato, colpiti insieme ad altre attività del centro durante due giornate segnate da vetrine infrante, locali danneggiati e prodotti sottratti.

La stima provvisoria delle perdite supera il milione di euro e non comprende gli incassi sfumati. Giuseppe Sala, dopo avere visitato alcuni punti vendita insieme al presidente di Confcommercio Carlo Sangalli, ha definito le condotte «inaccettabili e ingiustificabili» e ha fatto sapere di ritenere possibile una prosecuzione della fase di tensione.


Minori in prima fila negli scontri

Sono circa 50 le persone arrestate. Soltanto 11 hanno più di 18 anni, con età comprese tra 18 e 24 anni; la maggioranza è quindi composta da minorenni. Alcuni arrivavano da Varese, Lecco, Novara, Torino e da altri comuni del Nord e dell’area metropolitana.

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Secondo gli investigatori, gruppi numerosi di ragazzi si sono spostati nelle strade dello shopping fino a piazza Duomo. Una parte si sarebbe inserita sabato nella manifestazione autorizzata “Italia in piazza”, mentre domenica altri gruppi si sarebbero radunati senza un’organizzazione politica riconoscibile, con l’obiettivo di aggredire e danneggiare.


Accuse pesanti e dinamica ancora da chiarire

Le Procure ordinaria e minorile contestano, a seconda delle posizioni, i reati di devastazione e saccheggio, puniti con pene comprese tra 8 e 15 anni, oltre alla resistenza pluriaggravata. Gli accertamenti non sono conclusi e il numero delle persone coinvolte potrebbe aumentare.

Durante gli episodi sono stati lanciati cestini, cassonetti, tavolini, sampietrini e bottiglie di vetro contro le forze dell’ordine. Diversi agenti sono rimasti feriti. Nei documenti dell’accusa, i giovani vengono descritti come capaci di passare rapidamente ad azioni distruttive e molto violente, con una marcata attitudine criminale e scarso controllo degli impulsi.

Gli inquirenti stanno cercando di comprendere un fenomeno che coinvolge ragazzi anche di 12 e 13 anni, spesso senza precedenti esperienze di militanza o collegamenti con movimenti organizzati. Tra i fermati ci sarebbero figli di famiglie lavoratrici, giovani di seconda e terza generazione e adolescenti italiani provenienti da contesti sociali differenti, accomunati dalla mancanza di riferimenti adulti solidi.

Per i pubblici ministeri, il rischio che alcuni degli indagati tornino a colpire rende necessaria la permanenza in carcere. Le decisioni sui maggiorenni spettano al giudice Fabrizio Filice, che dovrà pronunciarsi sull’istanza della pm Giovanna Cavalleri; l’indagine è condotta con Aurora Stasi e sotto il coordinamento del procuratore Marcello Viola.

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