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Cronaca 1 min di lettura2 ore fa

Milano, il parroco agli incappucciati: «Riscatto per tutti»

Padre Giannicola racconta gli insulti ricevuti davanti a Sant’Alessandro in Zebedia e invita adulti e istituzioni a interrogarsi sul futuro dei più giovani.

Mentre a Milano gli scontri provocavano danni a vetrine, edifici e mezzi, davanti alla chiesa di Sant’Alessandro in Zebedia si consumava un episodio diverso, ma carico di tensione. Padre Giannicola, parroco della chiesa nel centro cittadino, è stato apostrofato da alcuni giovani con il volto coperto e ha scelto di rispondere con una riflessione affidata a un video pubblicato sui social.

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Il parroco guarda al futuro dei ragazzi

Il sacerdote ha messo al centro della sua analisi l’età dei protagonisti delle violenze e il ruolo che essi avranno nella società di domani. Senza distinguere tra italiani e stranieri, ha sottolineato che il problema riguarda ragazzi molto giovani, sui quali ricade una responsabilità collettiva.

Nel suo messaggio, Padre Giannicola ha posto una domanda sul modello di convivenza proposto alle nuove generazioni: «Che tipo di società proponiamo?». Secondo il parroco, gli adulti non possono considerarsi estranei al fenomeno, perché talvolta finiscono per tollerare o legittimare comportamenti violenti, sia in modo esplicito sia attraverso atteggiamenti indiretti.

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Dalle offese alla domanda sulla pena

Il sacerdote si è interrogato anche sulle conseguenze da applicare ai giovani coinvolti. La sua prima domanda, ha spiegato nel filmato, riguarda proprio la risposta da dare a quei ragazzi: «Che pena far pagare a questi ragazzi?». Subito dopo ha richiamato la gravità di una violenza descritta come eccezionale e sconvolgente.

La riflessione si è poi spostata sulla formazione ricevuta dai giovani e sulla testimonianza offerta loro dagli adulti. Padre Giannicola ha chiesto di capire quale educazione e quali esempi siano stati messi a disposizione, prima di concludere con un appello a non cedere allo scoraggiamento: «Continuiamo a preoccuparci di offrire una sana possibilità di vita e di riscatto per tutti quanti».

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