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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Disordini a Milano, lo scontro di Terragni con Marracash: «Irresponsabile»

La garante nazionale dell’infanzia collega il ruolo dei social alle tensioni del Movimento 17 ottobre e lancia un appello sulla responsabilità degli adulti.

Dietro i saccheggi avvenuti a Milano, Marina Terragni vede una combinazione di fragilità familiari, influenza dei social e perdita del contatto con la realtà. La garante nazionale dell’infanzia e dell’adolescenza ha puntato il dito contro il clima generato dal web e ha invitato gli adulti a intervenire senza ulteriori rinvii.

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Social e realtà sempre più lontani

Secondo Terragni, i giovani coinvolti nel neonato Movimento 17 ottobre avrebbero agito in una condizione di forte alterazione, nella quale diventa difficile separare ciò che è reale da ciò che nasce online. La garante ha parlato di uno «stato di totale psicosi», sottolineando il peso assunto da internet nella diffusione di messaggi e reazioni collettive.

Nel suo ragionamento rientra anche la crisi del rapporto tra genitori e figli. A suo giudizio, nelle famiglie cresce l’incomprensione e il distacco, mentre il rischio di una possibile «guerra ibrida» potrebbe essere utilizzato per «scatenare l’inferno». Il quadro descritto comprende dunque sia la dimensione digitale sia la difficoltà degli adulti nel comprendere e guidare le nuove generazioni.


L’attacco a Marracash

Terragni ha inoltre criticato Marracash per alcune posizioni espresse sul tema, definendolo irresponsabile. La garante lo ha sfidato a esporsi personalmente alle conseguenze della violenza, dicendo: «Vada lui a prendere randellate in piazza».

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L’allarme, però, non riguarda soltanto gli episodi già avvenuti. «I buoi ormai sono scappati», ha affermato Terragni, aggiungendo che forse sono state perdute «una o due generazioni» e che occorre concentrarsi sulla possibilità di mettere al riparo la prossima.

La conclusione della garante è un richiamo diretto alla responsabilità collettiva: non sarebbe più il momento di attendere, ma quello di assumersi il compito di reagire e di «svegliarci» davanti a una situazione che coinvolge famiglie, ragazzi e strumenti digitali.

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